Scrivere non è poi così importante

eros-e-arte-8In questi giorni sto scrivendo con amore. Senza frustrazione, senza bisogno di perfezione, con gli occhi pieni di forme e colori e il gusto di faticare ed essere contenti.

Se ci penso, comincio a farlo. Se non lo faccio, non ci penso. E non ne parlo. Scrivere sta tornando ad essere quello che dev’essere: una azione, non un pensiero.

Una cosa che faccio, come una preghiera alla mia vita. I risultati saranno già il mondo di qualcun altro.

Ho parlato di scrittura per anni come se fossi in competizione mondiale per qualcosa di grosso tipo la salvezza dell’umanità. Scrivere non è così importante.

Le onde di internet portano sulla spiaggia delle mie mattine la consapevolezza che la bella parola è frequente tra gli uomini come la flora batterica nel mio stomaco. E’ un mondo florido di bellezza, e l’arte non fa che riflettere l’uomo. L’uomo è bello, interessante, vivo. Siamo noi stessi gli oggetti della nostra meraviglia. L’opera è solo un prisma che cattura per cause misteriose il raggio giusto, finché le stelle non girano.

Non sono tenuto a scrivere bene, o meglio di. Non sono tenuto a scrivere tanto o poco, o più o meno di. Non sono tenuto a scrivere cose serie, o significative, o morali. Non salverò e non dannerò nessuno che non sia già pronto a salvare o dannare se stesso. Banalità e frivolezza sono un diritto; è un diritto non dedicarci nemmeno un pensiero. Non esiste giudizio finale, i lettori sono solo viandanti come me. Alla fine della giornata non importa se un libro è degno o indegno, importa se ti riguarda.

E quel che rimane dello scrivere così nudo, privo di corone e mantelli, un gioco da bambini, mi fa il bene che non so farmi da solo. Che io scriva o meno sono importante uguale. Solo che mi diverte.

Edit: ci aggiungo questo video perché mi sembra rilevante per l’articolo.

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22 pensieri su “Scrivere non è poi così importante

  1. Ogni parola che nasce ha un valore, che sia frivola o profonda, che sia d’amore o che sia di odio.
    Abbiamo perso il piacere di scrivere senza uno scopo, e abbiamo ridotto l’arte a una banale performance, quando in realtà si tratta di un processo inarrestabile che progressivamente ci porta a eliminare tutte le nostre scorie, diventando diversi e migliori. Vai avanti così: il tuo atteggiamento è ciò che distingue uno scrittore da uno scribacchino, un artista da un artigiano. 🙂

  2. Bell’articolo! “L’uomo è bello, interessante, vivo. Siamo noi stessi gli oggetti della nostra meraviglia. L’opera è solo un prisma che cattura per cause misteriose il raggio giusto.”: mi è piaciuta tantissimo l’immagine del prisma, è geniale! L’arte effettivamente *è* un prisma che riflette la luce e da essa crea un arcobaleno (non prenderla come una spiegazione scientifica, non sono in grado); prende la realtà e la descrive, trasforma, abbellisce o comunque la comunica in una forma dalle mille sfumature. Invidio il tuo “Se ci penso, comincio a farlo. Se non lo faccio, non ci penso.”, vorrei saperlo fare. Io se non scrivo ci penso, mentre quando lo faccio non penso 🙂 Invidio un po’ anche il tuo “che io scriva o meno sono importante uguale”, perché invece a me sembra che tutta la mia importanza sia racchiusa nello scrivere… Però il senso del post mi è piaciuto, è un promemoria di cui ha bisogno chiunque scriva!

    1. Ti ringrazio davvero 🙂 ho scritto di getto!
      Sono traguardi a cui sono arrivato pian piano e anche con fatica. Ho imparato da certi ambienti online e offline che scrivere ti obbliga ad assumere una posa statuaria. Ho perso tante energie a occultare dubbi, disinvoltura e ingenuità che non ne avevo più per scrivere. Ogni tanto guardo certe persone e penso “a cosa serve l’arte se ci sei già tu” e mi sono accorto di essere anche io così, non è una eccezione, è essere umani.

  3. Lo scrivere con gioia accompagna anche me in questo periodo. Leggendo i tuoi post ho spesso la sensazione che circolino correnti energetiche che ci toccano tutti, o quasi, rendendo stranamente simili le nostre esperienze del momento. In realtà credo sia proprio così, altro che sensazione. 😉

  4. No, non lo è, ma a volte serve. Mio padre una volta andato in pensione ha ripreso s scrivere poesie, lo appagava e allo stesso ne era felice, perché dava spazio ai suoi sentimenti. Oggi sono io felice che lui l’abbia fatto, alcune sue poesie sono veramente belle, perché raccontano del suo mondo che, di pari passo, andava con il mondo in cui viveva.

    Un classico esempio di come alle volte la scrittura diventi importante.

    ‘notte! 🙂

  5. Beh, se proprio vogliamo puntualizzare… 🙂

    Prendiamola da un altro punto di vista: tutto ciò che amiamo e che diventa necessariamente piacevole, ahimè, non è importante?

    Evvabè, oggi non riuscirei a discutere troppo, leggendoti con molta attenzione, forse il punto è un altro. Amo il sole che in questo momento mi scalda e sogno una spiaggia solitaria dove camminare in silenzio in balia dei miei pensieri, positivi, senz’altro positivi. Ma qui lo dico e qui lo nego, ovviamente. 🙂

  6. Lo diceva qualcuno nei commenti: abbiamo perso il piacere di scrivere. Siamo alla continua ricerca della perfezione e sopratutto dell’utile. Scrivere non ha sempre un senso. A volte ho voglia di scrivere e di mettere una parola dietro l’altra senza una ragione. Forse si è perso il piacere terapeutico della scrittura. Speriamo di ritrovarlo presto.

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