Il grande equivoco: Eros e Arte

🎶 Lana del Rey – Off to the Races

eros-e-arte-1
Buon San Valentino! Potevo intitolarlo “come scrivere scene di sesso” e invece no, non sono mica Salvatore Aranzulla, zan zan, che ribellino. Ho sconfitto il pudore, ormai un’abitudine più che una qualità. Il grande equivoco è credere che per rappresentare l’Eros in arte serva il sesso.

☘️ Perché esistono così tanti romanzetti erotici poracci?

Hanno la loro bellezza per chi apprezza il trash, ma come mai la sete di Eros in letteratura sembra inversamente proporzionale alla capacità di fargli giustizia? Cosa c’è nell’erotismo di così inafferrabile dal gesto, dalla parola, dall’immagine – dalla rappresentazione?

Il più grande errore è confondere l’Eros con il sesso. La scelta pornografica, rappresentare l’atto sessuale nel suo compiersi meccanico, infiocchettato di termini osceni, riesce nell’intento di eccitare il lettore solo se egli è, di sua inclinazione, disponibile a eccitarsi, a portare l’ingrediente erotico di tasca sua. A chi non sia altrettanto ben disposto, la scena sembrerà ridicola o di cattivo gusto. 

☘️ Il sesso è un contenitore. Può contenere l’Eros come tante altre cose.

La tenerezza, la noia, la curiosità, l’impaccio, la tristezza… rappresentare una scena di sesso nella sua meccanicità può avere tutte queste sfumature e anche più. In una scena di “Vanagloria”, un bel momento, mi comparve davanti la parola “pene”. Non pensai a quanto fosse secccss. Pensai allo squallore in cui era finito anche lui, quel personaggio che sembrava pulito, sincero, integro, e invece mercanteggiava sesso orale con studentesse in cambio di 30 e lode. Penso che Hans Tuzzi volesse questo, e con me ha centrato il punto. La scelta anatomica e spassionata della nomenclatura genitale è determinante nell’effetto squallido.

L’Eros, di tutte queste sfumature, a mio parere è la più difficile da rendere con il sesso.

☘️ L’Eros è incipiente in tutte le cose, situazioni, relazioni. Spinge verso il sesso ma lo trascende sempre.

Quando siete soli alle 4 di notte e nessuno può spiare i vostri pensieri, se vi impegnate vi accorgerete che qualsiasi cosa può diventare erotica. Qualsiasi. Sennò come vi spiegate “Dinosaurs fucking Robots“? Fa ridere. Fa ribrezzo. Ma l’unico limite è l’immaginazione. Tutto, dal giusto punto di vista, tende al sesso. Ogni relazione umana può sfaldarsi, ogni cosa perdere la varietà dei suoi colori e andare verso il buco nero.

Inseguire l’Eros tramite la messa in scena di ginnastiche inguinali è, in realtà, sviare il problema; è indice di pudore intellettuale. Proprio nel punto del sesso l’Eros ha esaurito il suo compito e lascia spazio libero alla pura istintualità degli impulsi a cui nessuna rappresentazione può rendere giustizia. È come cercare di fotografare un aereo in pista nel momento in cui si stacca dal suolo.

Bisogna avere il coraggio di cercare l’Eros uno scalino prima: nello spazio grigio tra la lucidità e gli istinti. Lì non possiamo nasconderci dietro la supposta auto-evidenza della meccanica sessuale.

☘️ Qualche esempio di arte erotica secondo me riuscita

  • Blood and Sand“, film muto del 1922. La scena in cui Nita Naldi seduce Rodolfo Valentino. Gli occhi di lui, l’assenza di dialoghi, i movimenti lenti, fanno tutto il lavoro.
  • Lolita“. Devo rompervi di nuovo le scatole con questo libro? Sì. E lo farò ancora. Perché è il Laido fatto diamante.
  • Lana del Rey, tutta. Ha perfezionato l’arte della gattamortaggine a livelli imperiali, in tutte le sue sfumature. Consiglio in particolare “Yayo“.

La caratteristica che accomuna tutti questi lavori mi pare la lucida assenza di pudore. La sfacciataggine. Di portare alla luce la zona ripida in cui la nostra lucidità e decenza dà via sé stessa, si annulla, di sua spontanea volontà, per il proprio stesso divertimento e interesse. Di mostrare, tramite l’obliquità del mezzo artistico, che al centro della nostra parte limpida – dove anche il linguaggio artistico risiede – sta un consapevole ed entusiasta cupio dissolvi – e che proprio nell’imbarazzo di questa circostanza risiede una dignità sporca, nascosta, e quindi incondizionata.

Annunci

24 pensieri su “Il grande equivoco: Eros e Arte

  1. Ho letto Lolita forse a dodici tredici anni e me ne sono subito innamorato e adesso che ci penso, forse per quella “lucida assenza di pudore. La sfacciataggine. “
    Sì, sono convinto anch’io che eros e sesso siano due cose ben distinte, anche se l’una dipenda assolutamente dall’altra. Diciamo che l’eros sia più una pratica da “intellettuali” – molto tra virgolette – dove la mente o forse è meglio dire, l’immaginazione, che è fatta di aspettative a volte neppure immaginate, è la protagonista principale, che guida il nostro istinto – senza quel pudore di cui tu parli – relegandolo in un’atmosfera per certi versi ibrida, dove neanche la certezza di ciò che si vuole e davvero certo.
    A casa di un mio amico c’era il busto di una donna realizzato in marmo bianco di carrara, che lui aveva comprato da uno scultore anche lui amico comune che mi piaceva tanto. Lo scultore aveva fatto una specie di miracolo, secondo me, era riuscito a dare forma a un corpo, scolpendolo in uno spessore molto ridotto, di circa una decina di centimetri. I miei amici mi prendevano in giro, perché ogni volta accarezzavo quel busto, e sentendo tra le mani la rotondità di quelle forme appena abbozzate, ne avvertivo tutta la sua sensualità.
    Una sensazione fantastica, che andava di là dalla cosa stessa.

    1. Lolita a 13 anni? Cavolo. Eri i-in target. (Ok, questa è pessima).
      L’idea di eros come pratica da intellettuali e della sua natura ibrida, mi sembrano spunti molto interessanti.
      Sono un “fan” di Canova. E’ un artista molto pudico ma anche di una sensualità molto delicata e la materialità del marmo ha un suo ruolo particolare in questo.

  2. Come ti ho già scritto, mi pare, sono sempre stato un gran curioso, ma per le mie letture devo molto a mio padre, sin da giovanissimo pescavo nella sua fornitissima libreria ed era una libidine.
    E così tra un Cain e un Moravia, passando da Hemingway e Steinbeck – quanto ho sognato da piccolo con “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain … libri che credo non si leggano più – approdavo a Vladimir Vladimirovič Nabokov,- e te lo scrivo pure tutto per intero – assaporando il gusto del proibito, almeno così pensavo all’epoca, visto il tema del libro.

    E poi, beh, essere fan del Canova, significa amare la perfezione delle forme nell’arte, ma la sensualità è prima ancora nell’occhio di chi guarda. D’altra parte, da cosa nasce l’eros?

  3. Mmmm secondo me c’è un errore di catalogazione: ci sono libri che vengono catalogati erotici, in realtà son libri sulle pulsioni, giustificatissimi come qualunque altro, ma catalogati in una categoria non corretta. Chiaro che mettere un libro nella categoria Eros fa più figo (o forse è commercialmente più riconoscibile) che inserirlo nella categoria “fetish” o “istinti” o “pulsioni” o quel che si vuole… Forse non verrebbe più associato a qualcosa di riconducibile ad un concetto valido e giustificabile (agli occhi degli altri).
    Con questo non intendo dire che un romanzo basato sull’atto sessuale di qualsiasi tipo non sia giustificabile, anzi, credo che ogni genere abbia il suo perché!!

    1. Perché dev’essere giustificabile o no? Io mi limito a dire che è brutto 😀
      La pornografia ha il suo spazio nel mondo, come divertissement. Ma se mi metti la pornografia in un libro che mira ad essere narrativa, costringi il lettore 1. a porsi in maniere diverse verso lo stesso prodotto a seconda del capitolo o del paragrafo, cosa che non tutti avranno voglia di fare 2. più probabile, a sentirsi deluso da una delle due, perché la pornografia è brutta narrativa e la narrativa è pornografia inefficace.

      1. Questo lo capisco, io ponevo l’attenzione invece sui diversi ambiti. Personalmente credo che la pornografia sia il risultato di una certa narrativa, così come quei libri che parlano solo di battaglie… o di pura filosofia. Senza entrare nel dettaglio di cosa è alto e cosa no.
        In fondo anche un libro d’amore più puro alla Rosamunde Pilcher a me non direbbe niente.

      2. Mm per me non è tanto una questione di mi piace/non mi piace in sé. E’ che attribuisco alla narrativa un “funzionamento” diverso dalla pornografia (e anche dalla fanfiction per esempio), più autonomo dai desideri immediati di chi legge. Per cui quando voglio narrativa e mi danno pornografia mi sento come quella volta che ho mangiato una mela è mi è venuta la malaugurata idea di pensare ai piselli. Da allora le mele mi sembrano solo piselli schifosi 🤢

      3. Beh la mela non è così male. Comunque ti capisco, anche se io considero qualunque libro (purché scritto bene) narrativa per qualcuno. Poi magari cercavo un buon pasto e ho trovato un’incudine!
        Diciamo che sebbene molti di quei romanzi siano porcherie, non li considero meno di un libro di fantascienza o un saggio o…
        Magari lo trovo insensato io. Punti di vista, anzi, è come dire: chi può affermare con certezza cos’è letteratura?

      4. Eh, io ho il difetto di cercare di pormi in maniera astratta… Forse troppo astratta? Nel dubbio, molti libri pornografici o comunque di pura “estetica del rapporto sessuale” sono fini a loro stessi e di scarsa qualità.

      5. Ah, mmm nel mio caso, specifico, sì perché credo (credo) di avere una certa apertura mentale e a non dare per scontato nulla. Certo va visto quanto questo sia vero e quanto mi riesca poi metterlo in pratica, perché alla fine i gusti sono gusti.

  4. Scusa, forse non ho ben capito, ma state per caso dicendo che se in un romanzo viene descritto l’atto sessuale diventa una brutta narrativa in quanto pornografico?
    Beh, mi sembra un tantino eccessiva come veduta, sarebbe come dire: tutto da buttare via,.da Anais Nin al Marchese De Sade.

    Evvabè! 🙂

    1. Per quanto mi riguarda no, non mi pare che sia neanche quanto Celeste ho scritto. Il discorso di qui sopra riguardava invece se considerare un romanzo di pura pornografia come narrativa.

  5. Ho capito male allora, pardon! 🙂
    Credo sia opportuno fare delle distinzioni, se il romanzo in questione è scritto solo per soddisfare pruriti multipli, quindi povero di contenuti e mal scritto, probabilmente sì, altrimenti è narrativa al pari di altri. Sono stato un lettore accanito di libri gialli e quando ne parlavo, spesso chi mi ascoltava storceva il muso ritenendoli una sotto specie della letteratura. Beh, non sono d’accordo su questo tipo di catalogazione, non mi piace l’idea che ci siano delle categorie oltre le quali tutto il resto è fuffa. Personalmente leggo di tutto, mi piace una narrativa snella e “convincente”, qualsiasi sia l’argomento, ma… non era di eros che si parlava? 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...