Dietro le quinte di “Natale ad Hamelin”: le radici storiche del Pifferaio Magico

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Pierino il porcospino, di Hoffmann. Edward mani di forbice, sei tu?

tumblr_lm6prnRzP61qfoi4t Saltarello – Dead can Dance

“Natale ad Hamelin” è uno dei miei racconti più crudi, ma anche uno dei miei preferiti.

Non ho mai provato interesse per il Pifferaio magico, una storia triste e crudele che manco Pierino il porcospino… finché non ho letto, nel lontano 2007, in un blog chiamato La Torre di Vetro, che questa fiaba di bambini e di topi si riferisce a fatti storici ancora oggi misteriosi, avvenuti proprio nella città di Hamelin.

(Questo articolo è anche un video, e se preferisci puoi vederlo qui.)

Questa è Hameln/Hamelin, nella bassa Sassonia.

hamelnNella Bungelosenstraße, cioè la via senza tamburi, è tuttora proibito danzare o suonare. La fiaba ci suggerisce il motivo, ma cosa dicono le fonti storiche?

  • Una nota scritta in latino nella prima metà del 1400, a margine di un manoscritto del XIV secolo proveniente da Lüneburg, colloca gli eventi della fiaba un secolo e mezzo prima, quindi nella seconda metà del 1200.
  • La chiesa di Hameln, distrutta nel 1600 e poi ricostruita fedelmente, includeva una vetrata del 1300 raffigurante un uomo di abiti variopinti circondato da bambini vestiti di bianco.
  • Sul muro della cosiddetta casa del pifferaio ad Hameln è inciso un epigramma, registrato anche dai fratelli Grimm, che in italiano suona così:

Nell’anno 1284, nel giorno di san Giovanni e Paolo
– era il 26 di giugno –
centotrenta bambini nati ad Hamelin furono ammaliati
da un pifferaio con un abito dai molti colori
e fatti sparire in un Calvario vicino al Koppen.

Koppen (cima, capo) è difficile da tradurre, forse si riferisce a un pascolo o a un colle, qualcosa di alto, ma ci sono troppi colli intorno ad Hameln. Ancora più fumoso, ma di certo lugubre, il riferimento al calvario.

Qualcosa, in questo luogo e in questa data, è accaduto. Ma cosa, di preciso?

Ipotesi n°1: la peste nera

trionfo_della_morte_gia_a_palazzo_sclafani_galleria_regionale_di_palazzo_abbatellis_palermo_1446__affresco_staccatoKinder der Stadt o Stadtkinder significa «Bambini della Città», quindi cittadini. È possibile che l’epigramma commemori una epidemia di peste –  e il pifferaio non sia altro che una personificazione della morte?

No.

  • La peste nera inizia a diffondersi in Europa nel 1347, più di sessant’anni dopo. I difensori di questa teoria sostengono che un evento tanto traumatico sia stato spostato indietro nel tempo nelle cronache cittadine per scaramanzia, per evitare che descriverlo nei particolari lo chiamasse a ripetersi. Il problema principale è un altro:
  • le testimonianze più antiche di questo evento menzionano la sparizione dei bambini, ma non la presenza dei topi. Nella stessa vetrata della chiesa non c’era traccia dei topi. I topi compaiono nelle versioni dalla seconda metà del 1500 in poi, quando l’Europa è davvero flagellata dalla peste, e si cerca forse di esorcizzare una nuova piaga mitizzandola come sovrapposta ad una più antica. Torneremo su questo punto più avanti.

Ipotesi n°2: la migrazione

childrenMolte versioni di questa storia, anche quella dei Grimm, raccontano che, secondo alcuni, i bambini entrati nella caverna sbucarono poi nell’est Europa, per esempio in Transilvania. Sappiamo che attorno al 1284 la cittadina di Hamelin era sovrappopolata. Forse il pifferaio era un reclutatore assoldato dalle autorità locali (il vescovo Bruno von Schaumburg) per trasformare le nuove generazioni in colonizzatori di regioni spopolate dell’impero. Ci sono connessioni tra i toponimi delle due zone considerate (Hamelspringe, ad esempio), e alcuni cognomi tipici dell’Est richiamano la città di Hamelin e dintorni (Querhammels).

Consideriamo il disegno più antico che abbiamo su questa vicenda, un acquerello del 1592:

6por1107Sul lato sinistro (non a caso) vediamo il pifferaio, vestito un po’ da Arlecchino (Arlecchino era una figura infera, Alichino, prima di diventare comica, e deriva da niente meno che Herla King, leader della wilde jagd, sempre parente del nostro Erlkönig, incontrato nel video su Over the garden wall. Insomma, siamo sempre in famiglia). In basso a destra, i topi escono dalle mura della città e si buttano nel fiume. I cervi che brucano al centro della figura rappresentano lo stemma dei baroni Spiegelbergs, nobili locali. In alto a destra, la processione dei bambini. Ora, qualcosa mi perplime:

  • quei pendagli da forca e quella croce/tomba lì sopra, di grazia?
  • se è stato il vescovo von Schaumburg a incoraggiare la spedizione, cosa ci fa lo stemma degli Spiegelbergs?
  • se si tratta di una semplice migrazione, perché immortalarla in una vetrata della chiesa?

Ipotesi n°3: rappresaglia contro i pagani

I baroni Spiegelbergs erano cattolici rigorosi. Il pifferaio, al contrario, è un concentrato di paganesimo demonizzato, come abbiamo appena visto. Può darsi che i nobili locali abbiano voluto sradicare ogni residuo di paganesimo negli stadtkinder (semplici cittadini) di Hamelin anche a costo di ucciderli – e che il Calvario menzionato nell’epigrafe si riferisca proprio a questo?

Anche questa teoria ha un punto debole: si basa su un disegno. Lo stemma nobiliare potrebbe servire solo a chiarire dove si svolge la vicenda.

Ipotesi n°4: isteria collettiva

Nel medioevo accadevano spesso, soprattutto in periodi di carestia e privazione, episodi psicotici che spingevano masse di persone a “ballare” come impazzite e percorrere anche notevoli distanze. È riportato dalle cronache che nel 1257 mille bambini di Erfurt abbandonarono la città danzando e cantando, valicarono i monti e raggiunsero la città di Arnstadt, dove furono fermati e accolti. I cittadini di Arnstadt dovettero avvisare quelli di Erfurt dell’accaduto, in modo che venissero a riprenderli. Magari i bambini di Hamelin sono stati meno fortunati, e dopo la tragedia qualcuno ci ha visto lo zampino del diavolo, sotto forma di pifferaio, con la sua musica, appunto, indiavolata.

Ipotesi n°5: desideri repressi

Benché le fonti storiche ricolleghino la vicenda alla fine del 1200, la storia comincia a diffondersi sul territorio tedesco a partire dal 1500, quando la Germania è di nuovo sovrappopolata e povera, e i bambini, bocche da sfamare inadatte al lavoro, che succhiano risorse senza produrne, diventano un problema. Forse per caso, forse no, rat significa sia ratto che bambino in tanti dialetti tedeschi. Quindi non l’evento originario, ma la fama di questa storia, deriverebbe dai desideri repressi dei genitori: far sparire i bambini senza sentirsi colpevoli, quindi con l’inserimento di un capro espiatorio, il pifferaio.

Se avete letto “Natale ad Hamelin” sapete a quale interpretazione mi sono ispirato 🙂


Un dubbio improvviso: ma si chiamano fratelli Grimm come grim reaper, nel senso di truce e sinistro? Si sono scelti il cognome come brand? No, perché sono disposto a crederci.


Fonti:

http://latorredivetro.altervista.org/fiabe/pifferaio.htm

http://www.ancient-origins.net/myths-legends/disturbing-true-story-pied-piper-hamelin-001969

http://www.laputa.it/pifferaio-di-hameln/

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6 pensieri su “Dietro le quinte di “Natale ad Hamelin”: le radici storiche del Pifferaio Magico

  1. Ciao Celeste, concordo in pieno con Michele:
    “Bel post (e magnifici Dead can Dance): scoprire il perché delle cose dà sempre una marcia in più.”

    È ora di riprendere in mano le favole e le leggende, hanno tanto da insegnarci.
    Soprattutto, ci offrono indizi sulla natura umana e sui suoi cambiamenti nel corso del tempo.
    Studiare, analizzare, scavare per comprendere ci permettono di crescere.

    Anche il racconto è molto bello: leggendolo, un brivido sottile mi ha percorso la schiena. Che sia un topo? O un bambino?

    Segnalerò questo tuo post all’interno del gruppo Fb di #adotta1blogger, “una rete di blogger, un laboratorio liquido per fare sistema e veicolare informazione, formazione e cultura attraverso la condivisione e la partecipazione attiva. Per contribuire a cambiare le cose, migliorandole…”, nella definizione della sua creatrice. Perché è bello, interessante e in perfetto clima natalizio 😉

    1. Ciao Emma, che splendido commento!
      Le fiabe, le leggende, i miti sono il cuore del nostro mondo, e guardate dalla giusta prospettiva sono in grado di fornire intuizioni senza tempo sugli esseri umani.
      Ti ringrazio molto dei complimenti e della condivisione 🎄

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