Creare una libreria online solo per ebook autopubblicati?

15675278958_b368710af2_b

Gli ebook autopubblicati sono poco letti, e la qualità letteraria c’entra poco. Per questo propongo la creazione di una IBS, una Hoepli per soli ebook autopubblicati.

Ecco quali problemi aiuterebbe a risolvere:

Un ebook autopubblicato è sempre ostico per il potenziale lettore, a prescindere dalla qualità del contenuto. Bisogna renderlo più appetibile.

Non si può “aprire e basta” come il cartaceo, né “leggere e basta (e aggratis)” come il testo online. Infine, la quantità enorme di ebook impresentabili che ristagna sul fondo delle piattaforme per self-publishing inficia la reputazione dell’ebook autpubblicato in genere.

Invece il libro pubblicato tramite editore presenta un sigillo di decenza se non di qualità, ha il formato cartaceo che spesso l’autopubblicato non ha (anche perché sennò si chiama EAP), e una certa visibilità d’ufficio, per quanto volatile: stare in vetrina tra le ultime uscite e tutto il resto.

L’autore autopubblicato oggi è invisibile fino a prova contraria.

Certo, esiste il passaparola. Esiste il tizio che ti scopre per caso, e lo dice all’amico, che lo dice all’amico, che lo dice all’amico che per caso è un blogger recensore e ti raccomanda al suo pubblico. Ma è un meccanismo fragile e per niente meritocratico, perché si basa su fattori che non hanno collegamenti con la capacità di scrivere, come il numero di iscritti, di contatti, i gusti soggettivi di chi promuove un ebook piuttosto che un altro, e la sempreverde botta di culo.

Le grandi librerie virtuali incatenano gli ebook autopubblicati al ruolo di “brutte copie”.

Prendiamo Amazon. Amazon tollera gli autopubblicati, li espone nello scantinato. Non puoi cercarli. Puoi solo notarli se costano zero euri o giù di lì. A questa sezione di Amazon appartengono tutti quei libri che sono l’anello mancante tra Wattpad e una versione ubriaca della Newton&Compton.

Eppure sono tanti e qualcuno li legge pure. Chi, mi chiedo? Chi compra in base al genere. Genere che è stato comunque creato dalle case editrici, ma che molti scrittori autopubblicati seguono. Alcuni lettori vanno su Amazon alla ricerca di uno specifico genere, e se lo trovano a 2 euro invece che a 20 ben venga.

Così gli autori che si autopubblicano per principio, per discostarsi dalle linee editoriali e dettare le proprie regole, diventano invisibili tra gli invisibili. Nessuno, a scatola chiusa, li cercherà su Amazon. Perché Amazon segue un’altra mentalità, si rivolge a lettori con altri desideri. Perché con i suoi meccanismi osteggia la visibilità degli autopubblicati e al massimo li relega a “brutte copie” dei prodotti editoriali tradizionali.

Le singole piattaforme per l’autopubblicazione interessano più agli scrittori che ai lettori

Pochi di noi vanno a controllare il catalogo Fazi o Adelphi, se possono rivolgersi a Amazon, IBS o Hoepli, giusto?

Vado su http://www.lulu.com/it/. Cosa è scritto nella homepage? Opinioni di scrittori soddisfatti di lulu a sinistra, a destra “registrarsi e pubblicare è gratuito”. Sotto, una striscia dice “acquista libri da autori indipendenti”, schiacciata subito da “Il modo più semplice e veloce di creare, pubblicare, e distribuire il tuo libro gratuitamente”. E via così. Discorso leggermente meno sfacciato per ilmiolibro.kataweb.it (comunque su circuito Feltrinelli 😐) che ha un’aria più da social e tenta di rivolgersi agli scrittori e ai lettori in parti uguali, o magari di confondere le due categorie. Vado su http://www.streetlib.com/it/ e mi appare una sfilza di write, selfpublish, publish… sì, c’è la libreria, ma è presentata come “la nostra nuova libreria che ti aiuta a promuovere e a vendere i tuoi libri online“.

Gli acquirenti di questi siti sono gli scrittori, i lettori sono considerati un’eventualità. Non va bene.

Anche se queste piattaforme non investono di tasca loro, e quindi non hanno l’ansia di vendere il prodotto finito per bilanciare le spese. Anche se tanta gente scrive per sterile auto-gratificazione e ignora la leggibilità del risultato. Anche se è gratis o low low low cost. Fa niente. Scriviamo libri, è implicito che il servizio completo debba includere la ricerca di lettori. Vale davvero la pena di rendere infertile e improduttivo tutto un campo editoriale per la voglia di guadagnare senza investire?

Secondo me, ogni autore in self-publishing dovrebbe avere accesso a una piazza virtuale dove:

  • essere visibile insieme a tutti gli altri autopubblicati lì presenti, che provengano da ilmiolibro, da lulu, da piattaforme diverse anche più piccole, non importa. Tutti insieme, uguali in partenza agli occhi dei lettori.
  • essere considerato e presentato principalmente come venditore, mentre il lettore come acquirente. Questo è importante. Il “tu” a cui la piattaforma si rivolge nella homepage deve essere al 99% un “tu” lettore.
  • esibire prezzi decenti senza la paura di essere considerato “quello che voffà la Mondadori”. Non essere costretto a barattare la dignità per la visibilità.
  • essere comprato perché le proprie storie piacciono ai lettori. Non perché secondo una grande azienda sei abbastanza vendibile e quindi hai il diritto di tentare. E nemmeno perché tanta gente ama le recensioni di sedie che scrivi sul tuo blog e quindi forse si interessa anche ai tuoi ebook. Niente pregiudizi. Solo quello che, a conti fatti, sai dare a un lettore che non sa niente di te tranne il tuo libro.

Tutto questo per incoraggiare lo sviluppo di un pubblico. Il pubblico è il grande, grandissimo problema del self publishing. Mi dite voi che senso ha, un libro senza lettori che siano anche solo interessati a dargi uno sguardo?

Oggi come oggi, tranne i vari circolini sparsi online, l’ebook autopubblicato non ha un pubblico. Non è colpa dei singoli libri, ma delle scarsa accessibilità e della cattiva fama del mezzo, ed è per questi motivi che sto riconsiderando la via dell’editoria tradizionale. C’è bisogno di gente interessata all’ebook autopubblicato in quanto tale. Gente che non li ignori a prescindere, che non “si accontenti di loro” e non “ci dia una sbirciata” in un attimo di benevolenza, ma che voglia cercarli e comprarli senza sapere niente dell’autore, dei suoi amici parenti e animali domestici, cioè con la stessa impersonalità con cui sono trattati gli autori in libreria.

Che ne pensate di una libreria online solo per ebook autopubblicati? Purtroppo non sono capace, ma sarebbe bello se qualcuno di competente realizzasse l’idea 🙂

Annunci

22 pensieri su “Creare una libreria online solo per ebook autopubblicati?

  1. Sarebbe bello! Appunto: “sarebbe”. Ma chi glielo fa fare? Anche supponendo che questo “qualcuno” sia un generosono e disinteressato amante della letteratura “non allineata”, dovrebbe avere tempo da impiegare gratuitamente e per pura passione, mezzi per farlo e soprattutto non avere il tarlo del guadagno assicurato.

  2. Io penso che intanto bisognerebbe ridimensionare il valore dell’editoria tradizionale (e lo dico con rammarico). Da qui poi anche il self acquisterebbe un nuovo valore (che probabilmente merita).

  3. E’ uno sforzo che sto tentando di fare con il blog, però non è semplice, non sempre gli autori vogliono, soprattutto non è comunque così visibile. Bisognerebbe comunque attrarre lettori “normali” che hanno voglia di scoprire qualche perla. In realtà di vere perle ne ho trovate poche…Forse è anche per questo che l’autopubblicarsi spesso resta print-on-demand e basta.

    1. Di sicuro sperare che il self “venga purificato ” da qualche forza misteriosa, è un sogno. Si chiama self proprio perché non è regolato, e in un certo senso è quello il bello. Però mi piace immaginare che stando tutti sulla stessa chiatta… la merda galleggi, insomma. Può anche darsi che non sia vero, eh. Per esempio i concorsi online dove il pubblico è parte della giuria si trasformano subito in una gara a chi si porta dietro la tribù più numerosa. Ma magari quando c’è da sganciare soldi passa la voglia di decidere in maniera aprioristica.

      1. Però a quel punto (parlo dei soldi) rischi che l’affare sia il concorso punto e basta…
        Come purtroppo è successo. Diciamo che viviamo in un tempo dove tutti scrivono e non ci sono più agenzie o editori che riescano a scegliere. O se lo fanno magari vanno verso qualcosa che venda sicuramente (o che sperano venderà) infischiandosene dei pochi outsider che valgono.

  4. Oh, giusto… un qualcosa è stato tentato da BookRepublic, che ha iniziato pubblicando emergenti, ma ora – probabilmente anche a causa di un surplus di invii – si comporta da casa editrice più tradizionale.
    Non è semplice… non è semplice. Il passaparola forse è la strada migliore? Mah. Se posso vorrei citare il tuo articolo.

      1. Dimenticavo: le riviste on-line, nascenti, con cui collaborare per farsi un nome in un tipo di editoria che non è necessariamente quello consolidato e che deriva da 200 anni di pubblicazioni o giù di lì. Un luogo dove potere apparire a nuovi lettori che non siano cioè per forza orientati al nome. Qualcuna di interessante ce n’è!

  5. Dici: Perché con i suoi meccanismi osteggia la visibilità degli autopubblicati e al massimo li relega a “brutte copie” dei prodotti editoriali tradizionali.
    Ed è verissimo. Da autore indie te lo confermo al 100%.
    E stessa cosa vale sugli altri store. Dopo Amazon il più importante (sempre per l’aggratis) è Google Play Store.
    Una libreria solo di indie potrebbe andar bene, ma il problema è che sono troppi e poi devi selezionare i testi, perché è il punto di partenza, ma chi fa la selezione? Devi leggere una marea di testi per trovare pochi fatti a dovere, anche come produzione dell’ebook. Che poi anche i grandi editori non sanno confezionare eBook. Insomma, niente di nuovo sotto al sole.

    1. Mi ero perso il tuo commento per strada 😦
      Sì, ho preso Amazon ad esempio ma anche negli altri store che mettono insieme autopubblicati e pubblicati ho visto che il meccanismo è simile.
      Qualcuno dovrebbe selezionare i testi da includere, è vero. Una sola persona non sarebbe sufficiente, servirebbe un gruppo di recensori almeno in partenza. Una via sarebbe quella di inserire pubblicità nel sito, un po’ come fa spotify, e garantire un minimo di compenso ai gestori.
      Sì, anche i grandi editori tengono in secondo e terzo piano gli ebook. Il problema è aperto, ma almeno è focalizzato 😛

  6. Nell’ultimo punto alla fine hai scritto: “di sedie che scrivi sul tuo blog e quindi forse si interessa anche ai tuoi ebook.” con ‘sedie’ al posto ‘serie’.
    Comunque sarebbe davvero bello e interessante ma purtroppo temo che sia ancora una realtà lontana da realizzare, ma non impossibile. Mi rendo conto di come in generale i lettori siano scettici verso gli ebook e peggio ancora se si parla di libri autopubblicati. Bisognerebbe raggiungere i lettori ma come? Alla fine son gli scrittori a informarsi, ritrovandosi senza qualcuno che effettivamente legge e compra.

    1. Ah, è una citazione da un video stupido di Yotobi in cui dice che fa recensioni di sedie XD mi è uscito e ce l’ho lasciato!
      Ci vorrebbero figure intermedie interessate a questa causa, secondo me, perché i lettori giustamente leggono e basta, e in fondo gli scrittori devono scrivere. Il fatto è che figure intermedie che facciano questo lavoro per la gloria e senza interessi diversi, sono difficili da trovare.

      1. Ah, non avevo colto la citazione xD pardon!
        Io potrei considerarmi tra quelle persone intermedie ma pur troppo al momento non ho tempo ed energie. Il massimo che posso fare è leggere qualche autore emergente e recensirlo, quando ho tempo e modo… uff.

  7. Ciao, eccomi. Bastava chiamare. Io ho avuto la stessa idea, con la differenza che io so come strutturarla sia tecnicamente che dal punto di vista fiscale-amministrativo. Ora sto finendo un altro progetto anche più ambizioso, che niente ha a che fare con l’editoria (o meglio, la sfiora solo), ma sto cercando idee e appoggio (non economico) per mettere su la libreria indipendente e tirar fuori da Amazon (che nasconde gli indie) gli autori auto pubblicanti.
    Ne parlo vagamente in un mio articolo che non spammo, non voglio rubarti visite.
    Ma credo che tu abbia, grazie a questo commento, tutti i dati per trovarmi.
    A presto, bella idea. Se non altro perché l’ho avuta anche io, quindi sono di parte.

      1. Sinceramente io cercavo conferme al fatto che una cosa del genere potesse interessare davvero agli autori auto prodotti. Quindi grazie a te 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...