8 idee per ricominciare a leggere, senza ansie da prestazione

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Non leggi da mesi o anni, e vorresti ricominciare, ma gli articoli su “come leggere millemila libri l’anno” ti fanno venire l’ansia da prestazione, e la voglia ti passa in un istante? Ti senti un lettore di terza categoria perché non leggi abbastanza, o non leggi roba abbastanza importante?

Ti capisco. Perché cominciare a leggere se è solo un’altra gara con tanto di podio finale?

Io leggo 20-30 libri all’anno. A volte di meno, a volte di più.
Alcuni leggono meno di me, o nient’affatto. Altri leggono molto di più di me. Ma tutto questo non mi importa. So che leggo quanto voglio, e quello che voglio, e che quando amo un libro lo amo profondamente. Fine.

Penso che sia il consumismo a farci concepire la lettura come un’attività quantitativa. Molti lettori oggi si considerano prima di tutto consumatori d’élite. Consumano cosa? Libri. Libri in quanto prodotti. Se compri un prodotto di un certo tipo, dichiari un certo tipo di identità (se leggi sei intelligente? intellettuale? sognatore? fate vobis) e “devi” mantenere questo status privilegiato consumando una grande quantità di prodotti-libri.

Quando la lettura non è più una semplice attività piacevole, ma diventa una attività consumistica/bulimica con cui dichiarare un’identità collettiva più o meno d’élite, nascono tante ansie: sono un vero lettore? Come posso meritarmi questo titolo? Quanto devo leggere? Cosa devo leggere? Chi legge più o meglio di me mi guarderà dall’alto in basso perché sono un n00b?

Questo treno di preoccupazioni crolla se togliamo il mattone alla base: “essere lettore” non esiste. Non esiste una soglia precisa oltre la quale si è lettori, o non lo si è. Non esistono attributi necessari del soggetto lettore, ma solo, al più, tendenze vaghe di carattere o interessi.

Leggere è un’attività, non un’identità; è una costatazione, non una qualità.

Molti saranno in disaccordo immagino, ma penso che questo punto di vista possa aiutarci tutti a prendere la lettura con più relax e meno sensi di colpa. Aprire un libro, leggere cose che divertono o appassionano o commuovono o colpiscono o fanno riflettere, e sentire che ne è valsa la pena. Ripensarci a distanza di giorni, mesi o anni. Questa, secondo me, è la lettura al suo stato più essenziale e onesto.

Quindi ecco 8 idee per ricominciare a leggere, senza ansie da prestazione:

  1. rinuncia in partenza, e dal profondo del cuore, a leggere tutto quello che viene pubblicato. Solo perché si trova sullo scaffale, non vuol dire che sia adatto a te, che hai tempo, energie e finanze limitate.
  2. se un libro non ti piace, hai il diritto di abbandonarlo. Dipende tutto dalla tua capacità di conoscere quello che vuoi davvero. Quanto spesso ti capita di cominciare ad apprezzare un libro dopo pagina 50? Rifletti sulla tua esperienza passata e ascolta il tuo istinto. Non hai firmato un accordo di sangue, non hai fatto giuramenti. Niente ti impedisce di abbandonare un libro se lo vuoi, come e quando vuoi. Soprattutto quando stai ancora cercando di capire i tuoi gusti, hai il diritto di provare un po’ di tutto e di abbandonare quello che non ti piace. Una sola volta ho perseverato a leggere un libro che non mi dispiaceva, ma nemmeno mi piaceva. A 25 pagine dalla fine ho pensato “ma chi me lo fa fare?” e ho mollato. Meglio tardi che mai. Mi sono risparmiato 25 pagine di insipidità.
  3. hai il diritto di saltare delle parti. Eh sì. Qualcuno si indignerà, soprattutto l’autore in lontananza, però questo è quanto: ha scritto delle parti che non ti interessano abbastanza da farti venir voglia di leggerle, e quindi perché dovresti? Ripeto quanto ho detto prima. Non hai firmato nessun contratto. Attento però, non potrai affermare di aver letto e conoscere davvero quel libro.
  4. se qualcuno cerca di farti sentire in colpa per i libri che non hai letto, distanziati.
    Quelli che “noN HAI LETTO CALVINO?!”
    Quelli che “hihihi non mi ci stanno più i libri in casa, non riesco nemmeno a leggerli tutti ma continuo a comprarli” con l’entusiasmo di un vincitore a livello agonistico.
    Sai, quelli lì, di cui parlavamo prima. Quelli che vogliono l’applauso perché desiderano Essere Lettori. Ignora i loro commenti e smetti di parlare di libri con loro se necessario. Non hai il dovere di coccolare le insicurezze altrui, soprattutto se questo pungola le tue.
  5. se un libro ti appassiona, prenditi il tempo che vuoi per assaporare le parole, per restare immerso in quell’atmosfera. Insomma, è una passeggiata, non una maratona. Vai alla velocità che ti consente di godertela di più. Vuoi divorarlo tutto in un giorno? Fallo. Vuoi passare un anno intero in compagnia di un libro di 250 pagine? Fallo.
  6. tratta l’oggetto-libro come vuoi. Non sentirti obbligato ad essere quella zia che tiene il divano nel cellophane (a meno che tu non lo sia di natura, in quel caso hai ogni diritto di esserlo). Se vuoi fare le orecchie alle pagine, falle. Se vuoi sottolineare o scrivere note, fallo. (Con la matita, magari.) Valuta tu quanto ti piace e ti conviene “vivere” o meno un libro, e fallo.
  7. riserva una parte della tua quotidianità alla lettura. Un’oretta tutti i giorni, per esempio, magari dopo pranzo che tanto c’hai la mappazza sullo stomaco e non faresti niente comunque, oppure prima di dormire, oppure mentre mangi, o anche mentre stai sui mezzi pubblici. Oppure vai a prenderti un caffè al bar, e leggi. Scegli tu la parte della giornata per te più adatta e trasformala in un’abitudine. Disciplinati al divertimento.
  8. frequenta la tua biblioteca. Sperimenta la leggerezza di conoscere un libro senza possederlo. Ti stupirai di quanti volumi belli non siano più reperibili in libreria. In una biblioteca di Venezia conobbi il mio saggio preferito in assoluto, fuori stampa da decenni. Per qualche anno fu un tormentato affaire a distanza, coronato poi da un fortunoso acquisto di seconda mano.

E voi che consigli dareste a chi vuole ricominciare a leggere?

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12 pensieri su “8 idee per ricominciare a leggere, senza ansie da prestazione

  1. Il web a volte ci fa sentire inadeguati, e un esempio è appunto quello che hai fatto. Personalmente non mi sento ansiosa rispetto a questo, anche perché ormai ho capito che sulla lettura come su altre cose ho i miei tempi. Parto dal presupposto che leggere debba essere un piacere e non un obbligo. Anche per questo motivo evito di leggere su richiesta e scelgo in base all’istinto e non alle mode di turno. Ciò nonostante ho passato un periodo alcuni anni fa in cui non riuscivo a leggere nulla. Ogni romanzo mi annoiava e lo abbandonavo dopo poco. Ho ricominciato piano piano, ma non ho mai capito il perché di quel periodo buio.
    Sicuramente il punti da cui vuoi ripartire sono ottimi, ora non resta che trovare il giusto libro che faccia scattare la scintilla 🙂

    1. Ciao, grazie e benvenuta 🙂
      Il web amplifica e propaga tutto, anche le idiosincrasie e le ansie delle persone. Pure io ho i miei tempi. Leggo lentamente, per esempio. Un po’ perché son fatto così, un po’ perché se un libro mi piace voglio immergermi completamente.
      La scintilla che riaccenda il fuoco della lettura, a conti fatti, è un salto nel buio molto privato. Ci sono periodi in cui non riusciamo a trarre divertimento anche dalle attività che preferiamo, ma penso che le cause siano da cercare nella nostra vita più in generale (per 2 anni interi non ho nemmeno pensato a scrivere perché, per citare l’Attimo Fuggente, mi ero convinto che quello che avevo dentro fosse inutile e imbarazzante. Per fortuna poi è passata).

  2. Io sono lenta a leggere e me ne faccio una ragione. Ho limiti che non posso superare e sinceramente non ho nemmeno voglia di trasformare una passione in una gara a chi legge di più.
    Concordo con ogni tuo consiglio: ognuno è libero di vivere la passione della lettura come preferisce.
    Chi è il lettore?
    Difficile a dirsi ma di certo non chi si limita a leggere il giornale la mattina.
    Ognuno è lettore a modo suo.
    Alla fine basta leggere e farlo perché ci fa stare bene, punto.

    1. Pure io sono tra i lenti, e passata l’ansia da competizione ne sono quasi contento, leggere diventa un’esperienza completamente immersiva!
      Ma sì, alla fine non ci sono altri scopi se non quello del divertimento. Divertimento non è mica una parolaccia o una stupidaggine superficiale. Senza divertimento se ne andrebbe una buona parte delle ragioni per cui vivere.

  3. Sono lontana dall’essere il lettore che vorrei (e ancor più lontana dall’essere quello che vorrei in generale…ma questa è un’altra storia). Però negli anni, quale lettore, sono cambiata. Ho passato il periodo in cui il libro non andava “rovinato” (niente pieghe, apertura delicata, copertina salvaguardata, neanche lontanamente mi sarei permessa una sottolineatura figuriamoci una nota), quello in cui andava “vissuto”; non si abbonda un libro, non mi piace lo mollo lì. Con i libri che mi appassionano vivo sempre quella sensazione di “voglio finirlo subito” insieme a “no devo leggere qualcos’altro nel frattempo perché non voglio che finisca subito”. E avrei tanto altro da dire; riesci a toccarmi in dei punti e con dei modi che proprio mi stimoli. Grazie! Riprendo il senso del commento, per condividere una riflessione che faccio da un po’ sul mio essere lettore ma che, in realtà, si riferisce a tanti altri aspetti: saprò di aver raggiunto un certo equilibrio quando sarò in grado di rileggere un libro assaporandolo in modo nuovo senza pensare che sia tempo sprecato perchè l’avevo già letto.

    (Mi sa che dovrò offrire uno spritz a Michele per avermi dato l’opportunità di “conoscerti”!)

    1. Ti ringrazio davvero! Beh, è una buona cosa credo se sei lontana da quello che desideri essere, significa che hai di te stessa un’opinione realistica e che, cambiamento per cambiamento – che tanto è obbligatorio – hai una certa idea sulla direzione da prendere 🙂
      Una volta non mi ponevo il problema della rilettura come spreco di tempo, poi sono venuto in contatto con i lettori nevrotici online e offline che mi hanno passato un sacco di fisime inutili tipo raffreddore. Sto cercando di farmele passare. Ho una voglia di ri-rileggere Cime Tempestose…

  4. Be’, se uno non ha voglia di leggere, dubito di avere le giuste parole per indurlo a iniziare. Forse se si riuscisse a rieducare le persone al piacere della lettura, della conoscenza. Della bellezza che c’è nella disciplina della conoscenza (che non è la cultura, è qualcosa di ben superiore e migliore). Ma non è facile.

    1. Chi non ha alcuna voglia di leggere non viene nemmeno a leggere articoli come questo 😛
      Non so se alcuni nascano refrattari alla lettura, o se tutti nascano con una certa curiosità di base che viene poi strozzata da un ambiente poco stimolante o dalla disponibilità di prodotti di fruizione “più comoda”.
      Per alcuni la pigrizia è solo ansia camuffata, e mi rivolgo qui principalmente a loro.

  5. Ciao! Sono venuto su questa pagina passando dal tuo canale you tube per ricuriosità xd e mi sono messo a leggere questo articolo. Io iniziai a leggere alle elementari, con Harry Potter, e da allora fino a metà liceo lessi tantissimi libri, anche se il 90% erano fantasy e poi c’è stato chi me lo ha rinfacciato dicendo appunto ehh ma non hai letto questo o quell’autore famoso ecc. Oggi ho 24 anni e ormai da diversi anni leggo molti meno libri e quelli che leggo sono quasi tutti saggi, poi leggo molti articoli sul web ma quelli nn so se contano xd. Mi ha fatto piacere leggere i tuoi consigli, mi ci sono ritrovato in quasi tutti a parte quello sulla biblioteca:in biblioteca non vado quasi mai xd

    1. Ciao, benvenuto anche qui 🙂 grazie!
      Anche io ho letto tantissimo fino a metà liceo per poi diminuire la quantità (ho sempre avuto gusti abbastanza misti, poi mi sono ritirato sui classici quando mi sono accorto che trovare libri contemporanei che mi piacessero diventava sempre più difficile). Secondo me leggere online conta, oggi quasi tutti leggono molto online. Ora non vado più molto in biblioteca perché è parecchio lontana :V

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