Sara: ritratto di un’amica

Sara è per me un’amica improbabile. Mi sfugge dove siano ancorati i legami che ci tengono vicini, e questo è per me fonte di tenerezza e sorpresa. Siamo amici da tempo, per nessun motivo in particolare.

Parliamo sempre di sesso, perché non ci attraiamo. Se rimanessimo le uniche due persone sulla faccia della terra, penso che ci sederemmo a parlare e ridere, come sempre.

“Ma se non sei battezzato, dove sarai seppellito?”
“Non so… in terra sconsacrata?”
“Già, ad un crocicchio!”

Le mie scivolate pittoresche la divertono. Parla spesso di suo nonno, che un giorno uscì di casa vestito elegante per “farsi una bella foto da tombino”.

Lenisce le sue confessioni tramite l’effetto sorpresa. “Tu hai il romanzo, mentre io non ho nessuno scopo nella vita, e lo voglio trovare.” Decide, valuta e ribatte più spesso e più veloce di me, per questo l’ho ammirata ancora prima di conoscerla. Ogni tanto attacca a cantare le parti di Javert, e io quelle di Jean Valjean, dal musical Les Misérables.

Quando vivevamo insieme mi chiamava per pranzo e cena, e senza saperlo arginava il disordine delle mie giornate. Aveva paura dei liquidi bollenti, così lasciava cadere i cibi dall’alto in pentola, e schizzava olio e acqua dappertutto. Qualcuno aveva un approccio creativo alla raccolta differenziata, così lei ogni tanto ci sgridava: la vedevamo avanzare nella cucina affollata con un fazzoletto sporco tra indice e pollice, poi cominciava: “La Carta!…” E tutti zittivano. Alla sera ci facevamo un tè e guardavamo film, per il piacere di commentare ad alta voce.

Due settimane fa ha compiuto 25 anni. Viviamo distanti, ma ci vediamo e sentiamo spesso.

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15 pensieri su “Sara: ritratto di un’amica

  1. Non so se sia uno spaccato di vita o se sia frutto di fantasia, ma questo è un ottimo incipit. Adesso ci vorrebbero un paio di pagine in cui si delinei un conflitto e un’idea di dove andare a parare et voilà: il gioco è fatto. 🙂

      1. Non sapevo bene in che categoria metterlo, così meglio “Racconti” che niente. E’ una roba a metà fra vita e invenzione: ho preso un soggetto che mi stava a cuore ma sempre con un pubblico in mente e quindi l’obiettivo finale di creare qualcosa di piacevole da leggere, non di parlare in modo completo e realistico di Sara 😉

  2. L’ha ribloggato su Scrivere per casoe ha commentato:
    Ecco un bellissimo esempio di come bastino due o tre frasi per tratteggiare un personaggio (o una persona, ma per uno scrittore non fa differenza). Niente giudizi, niente racconti, niente “aggettivi qualificativi”: Sara è per come si comporta.

    Questo, per me, è saper fare a scrivere.

  3. Un racconto bellissimo. Hai descritto perfettamente il comportamento è il modo di essere di Sara, rendendola un personaggio reale, senza che sembrasse inventato. Quando una persona nei suoi scritti riesce a darmi queste sensazioni vuol dire che è stato fatto veramente bene.

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