Qualcosa di delizioso che ho letto in “Making a literary life” di Carolyn See

La sessione estiva si è conclusa e io ricomincio, a livello letterario e umano. Cosa avete fatto questo giugno?

Io ho letto, oltre a svariati volumi universitari, anche “Making a literary life” di Carolyn See. Non so che tipo di romanziera sia questa signora americana, ma ha prodotto un ottimo libro sulla scrittura che ho già voglia di rileggere, perchè è onesto, alla mano, entusiasmante e pieno di buone idee.

Già dal titolo si capisce che non è un libro sulla scrittura e basta. È un libro su come crearsi una vita a misura di scrittura. E questo punto di vista mi convince e mi interessa molto. La maggior parte dei libri sulla scrittura ne parla come se fosse una attività astratta, che si svolge in un vuoto spaziotemporale, ma purtroppo tutti noi sappiamo che non è così. La See ci dice che la nostra vita come scrittori dipende dal lavoro che facciamo, dagli amici che ci scegliamo, dalle persone con cui decidiamo di vivere, da come gestiamo le nostre finanze, dalla nostra routine quotidiana e da tante altre cose grandi e piccole che in apparenza con la scrittura non hanno niente a che fare. E come darle torto?

È un libro brutalmente onesto e pratico, che non si risparmia consigli scomodi (il primo capitolo si chiama “don’t tell them”) e incita all’autoindulgenza, a divertirsi, a pensare in grande e sentirsi bravi perchè, in un mondo che nel migliore dei casi ti ignora, l’energia necessaria per concludere qualcosa come scrittori si può ricavare solo da una aprioristica stima e fiducia in sè.

Certo, non tutti gli spunti possono essere applicati in un panorama come quello italiano, così diverso da quello americano, dove campare scrivendo sui giornali è relativamente facile e i costi delle feste per la presentazione di un libro possono essere detratte in quanto spese aziendali.

Ma un consiglio in particolare mi ha colpito più degli altri:

mandate lettere a tutti gli scrittori, editori, traduttori, agenti, insomma a tutti coloro che lavorano nell’ambito editoriale e di cui apprezzate il lavoro. Senza chiedere niente in cambio. Solo una mezza paginetta per dire “hai fatto questo lavoro e mi è davvero piaciuto”.

Mi vengono in mente tutte le volte che ho sentito la frase “ah, sono anch’io uno scrittore, vuoi leggere il mio libro?” Mi viene in mente tutto lo spam letterario che ho ricevuto negli anni da gente che a malapena sapeva il mio nome. E penso: quanto è normale essere egoisti e pieni di sè nel nostro ambiente. Con quanta insolenza si cercano l’attenzione e l’approvazione altrui senza concederle. E quante volte io stesso ho desiderato farmi leggere senza però comunicare la mia gratitudine a chi mi aveva colpito o lasciato qualcosa. Certo, l’abitudine della fanmail in Italia è poco diffusa, è veramente difficile trovare l’indirizzo di uno scrittore senza passare per la casa editrice. Ma secondo me vale comunque la pena tentare, perchè complimentarmi con qualcuno che ha fatto un buon lavoro mi rende contento e perché è un modo gradevole per farsi conoscere. L’autrice consiglia di usare la carta piuttosto che la mail, perchè la carta è un oggetto che reca la vostra calligrafia e può essere personalizzato con vai tipi di intestazione, insomma è più probabile che arrivi al destinatario e lasci il segno, che dica qualcosa di voi.

E poi se si parla di cancelleria sono sempre in prima linea.


Uno dei primi temporali estivi si è portato via la connessione internet di tutto il mio condominio, e anche la mia affezionata biblioteca è rimasta senza connessione dopo un blackout, appena prima che schiacciassi il pulsante “pubblica” di questo articolo.

Quindi vi scrivo da Piazza Castello, arrancando sul wifi pubblico, e spero che questa serie di sfighe si risolva in fretta tumblr_loyz8jOxax1qepbs7 a presto e, per il momento, buona estate!

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17 pensieri su “Qualcosa di delizioso che ho letto in “Making a literary life” di Carolyn See

  1. Guarda, questa cosa di comunicare il proprio apprezzamento non è banale, neppure in Italia, basti pensare quanto ci fa piacere riceve apprezzamento per quello che scriviamo sul blog! E non è detto che gli autori, anche importanti, non siano sensibili ai nostri commenti. Anche con una recensione, anche sul blog, se è sincera e disinteressata, può capitare che l’autore in questione passi a ringraziare nei commenti. Dire “mi è piaciuto”, quando è vero, costa ben poco e dà un senso al lavoro dell’autore.

    1. Se ricevere apprezzamenti per un post mi fa molto piacere, ricevere apprezzamenti per una storia che ho scritto mi fa… uhm, approssimativamente dalle 5 alle 10 volte più piacere 😛 quindi vale davvero la pena di dire agli autori quando un loro lavoro ci è piaciuto.

  2. Il libro in questione è veramente interessante. per quanto riguarda la questione della fanmail invece la cosa mi piace. Come ha detto Tenar a certi autori fa sicuramente piacere ricevere i nostri commenti o recensione positive sul loro lavoro (ovviamente senza chiedere nulla in cambio).

  3. Bentornato (ti ho mandato una email, l’hai letta? :P)
    Comunque mi piacerebbe leggere questo libro ma è disponibile in italiano? Purtroppo il mio inglese fa schifo 😦
    In tutti gli ambiti artistici e creativi si punta a far conoscere il proprio lavoro mostrandosi egoisti e indifferenti all’operato degli altri. Spesso, invece, l’umiltà e il saper apprezzare gli altri può aprire molte possibilità.

    Io ho passato quasi tutto giugno in uno stato per lo più catatonico (se vieni nel blog noterai che ho pubblicato solo un articolo a fine mese). Il motivo? Svariati ma ora sto meglio.
    Spero che tu stia bene.
    Ti auguro una buona giornata ^—^
    A presto

    1. (Sì sì, devo ancora rispondere a mail vecchie di mesi… la costanza non è il mio forte 💧)
      Purtroppo è disponibile solo in inglese 😦 è un peccato.
      Io ho prima avuto una otite fantastica, poi gli esami, poi è partito internet, e adesso resuscito pian piano ma sono stanchissimo, questo anno è stato proprio impegnativo 😀
      Ciau 😺

      1. Non preoccuparti. Più che altro quando la leggerai ormai ci saranno tante cose nuove, dovrei quasi farti un aggiornamento xD
        Comunque mi dispiace per l’otite D:
        Riprenditi da tutto lo stress che hai affrontato. Pian piano, non c’è fretta… ma comunque bentornato 🙂

        PS: sì, è davvero un peccato per il libro >.<

  4. …stavo riflettendo su centinaia di cose in contemporanea, creando quello che in TV era il rumore di fondo, i famosi puntini grigi col fruscio… Pensavo e pensavo… Ma se tutti noi scriviamo a tutti gli scrittori: “ehi bravo\a” non è che alla fine si genera proprio quel rumore grigio della sintonia?
    E di pensiero in pensiero ora mi toccherà rivedere Poltergeist!

    1. Eeeh può darsi! Ma può darsi anche di no.
      Hai presente quelle vignette “ti amo” “cazzi tuoi”?
      Ecco, magari a te piace tanto un autore ma l’altro se ne frega o addirittura ti conosce e non gli piaci 😂 però secondo me si deve partire dall’apprezzamento per forza.

      1. Osssi sisi! Poltergeist forever! 🙂 Ma anche l’Esorcista c’ha il suo perché ed un gran posto nel mio cuore. Ok sono off topic.

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