Poesia: Fermandosi tra i boschi in una sera nevosa, R. Frost

Qui il testo originale. Sotto, la traduzione.

Di chi siano questi boschi io penso di saperlo.

La sua casa però si trova al villaggio;

Lui non mi vedrà sostare qui

A guardare i suoi boschi riempirsi di neve.

 

Il mio cavallino lo troverà strano

Fermarsi senza una fattoria vicino

Tra i boschi e il lago ghiacciato

La notte più buia dell’anno.

 

Dà una scossa ai sonagli delle briglie

Per chiedere se mi sono sbagliato.

L’unico altro suono è il fruscio

Del vento leggero e dei soffici fiocchi.

 

I boschi sono amabili, oscuri e profondi,

Ma io ho promesse da mantenere,

E miglia da percorrere prima di riposare,

E miglia da percorrere prima di riposare.

L’importanza delle rime

Ho cercato più di una traduzione di questa poesia, e poichè nessuna mi convinceva ho provato a tradurla io. Tuttavia rimane irrecuperabile il fascino che aveva in lingua originale. Perchè? Perchè qui mancano le rime. Le rime che conferiscono alla poesia in americano un andamento cantilenante, simile a quello di una nursery rhyme o di una canzone popolare, e suggeriscono bene la sensazione di una collettività lontana, ma presente in spirito alla scena descritta (la menzione del villaggio lontano, e delle promesse da mantenere).

Epifania

Questa poesia sembra la semplice descrizione di un episodio capitato alla voce narrante… finchè non si arriva all’ultimo verso.

L’ultimo verso è “solo” la ripetizione di quello prima.

Eppure cambia il significato di tutta la poesia.

Fisicamente, indica la presenza di un piano sottostante che ci spinge a rileggere tutto in termini simbolici. E allora possiamo cogliere lo spirito sacro della poesia.

Metafore

In quest’ottica i boschi non sono solo boschi, ma il labirinto della vita. Il suo proprietario non è un semplice possedente terriero, ma qualcuno che sta ben più in alto. E il villaggio può rappresentare sia la comunità dei nostri affetti e sia la meta finale per eccellenza (e questo parla chiaro su come la pensa, o meglio su come la sente Frost: tra il Paradiso e la comunità delle persone care non c’è tanta differenza). Infine, riposare non è solo stirare i piedi davanti al camino.

Cogliete con me vaghi rimandi alla selva oscura e la diritta via smarrita?

Mentre il cattolico medievale fiorentino ha a disposizione intermediari che lo guidino in una specie di viaggio sciamanico, il solido americano protestante di fine ‘800, post-positivista e privo di intermediari, ha pochi dubbi: dev’essere ligio e cavarsela da solo.

Tutto è nella forma

Questa poesia ha un significato profondo ma semplice. Un poeta meno bravo l’avrebbe resa pesante, retorica. Per fortuna questo stile umile e limpido rende leggere e soffuse anche le metafore che con una certa rozzezza, a mo’ di parafrasi, ho delineato nei paragrafi precedente, e le apre di sicuro a ulteriori interpretazioni. Una bella lezione per gli scrittori: la forma è il contenuto.

Cosa mi ha colpito

Mi contraddico subito (per fortuna! è una poesia, non un manuale di algebra). Non si capisce bene a chi appartengano questi boschi e, benchè nessuna parola lo lasci intendere, si capisce che il loro fascino placido ha qualcosa di sospetto, di pericoloso quasi.

Avete mai letto questa o altre poesie di Frost? Che ve ne pare? Avete interpretazioni alternative? Poesie che vi sembrano simili?

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13 pensieri su “Poesia: Fermandosi tra i boschi in una sera nevosa, R. Frost

  1. Normalmente ti scriverei che devo pensarci su (o non scriverei per niente… mmh, forse è più facile), prima di tutto perché non ho un grande “bagaglio” in poesia. Una cosa mi viene in mente, ho sempre preferito esprimermi in prosa e leggere la prosa. Pensare al motivo mi aiuterebbe a capire me stessa, forse, o la mia è solo curiosità. Una spiegazione plausibile è che tendo a essere prolissa e la poesia è per sua natura sintesi estrema, scegliere una parola perché solo quella parola deve andare in quel punto, per il suono che ha, per la rima che crea, per il significato o il gioco di parole che può far nascere. La forma è veramente tutto. Se questa fosse una semplice riflessione su quello che il poeta è a un dato punto della sua vita, la semplicità di uno stile “dimesso” può rafforzare l’idea di una certa sincerità con se stessi. Insomma, è come il tono di voce. Se non ho niente da nascondere, se non ho nulla di che vergognarmi, se non ho rimpianti e mi accetto… il mio tono sarebbe piano e perfettamente chiaro.
    Bella la nota su Dante/Frost. Se ci pensi è vero, è la differenza fodamentale fra cattolicesimo e protestantesimo, la possibilità o meno di leggere il libro sacro senza intermediari. E via di seguito per tante sfumature a livello culturale laddove queste religioni hanno avuto la loro influenza.

    1. E’ normale che l’abitudine a leggere poesia non sia molto diffusa (al di là dei gusti personali): semplicemente ci abbiamo “perso il giro”, a livello colettivo, negli ultimi 150 anni, e a livello individuale perchè a scuola ci viene presentata poco e male. Sono i secoli della prosa, e del romanzo in particolare, un genere che ha mosso i primi passi nel medioevo ed è esploso appena due secoli fa, quindi è recente in confronto alla poesia. E’ vero, se questa regola vale per una certa narrativa (la parola che può stare solo lì, e solo quella), è vero per tutta la poesia. C’è anche da dire che questo poeta appartiene a un contesto particolare, e comple scelte particolari, in controtendenza rispetto al suo tempo (fine ‘800 – inizio ‘900, quindi simbolismo, surrealismo e tante altre cose dalla forma piuttosto “complicata”). Anche la poesia è cambiata. Ma penso che scriverò un post introduttivo alla lettura di poesie. Consideriamo questo un articolo di anteprima.

      1. Mi farebbe piacere approfondire la questione “poesia”, per cui leggerò molto volentieri. Intanto mi sono ripresa la Plath. Ne riparleremo.

  2. Su “la forma è il contenuto” litigherò col mondo. La forma è il veicolo del contenuto.
    In ogni caso ti dirò: ci trovo invece sensi positivi. La foresta è rassicurante, un eventuale proprietario che potrebbe lamentarsi dell’intrusione è lontano, il viaggiatore si fermerebbe molto volentieri. Il cavallo non comprende l’esigenza di una sosta, e ciò che costringe l’uomo ad andare sono soltanto pastoie pregresse, le promesse compiute. Inoltre sapere di avere ancora molte miglia (lo ripete a sancire l’ingerenza, la seconda volta si leggerà col sospiro) gli mettono in obbligo di continuare.
    La selva dantesca è un labirinto ostile: qui invece hai la pace, il conforto. Non è un labirinto, al contrario è un giardino innevato.

    1. Hahah, comprendo quello che dici. Da un lato ti do ragione, e dall’altro invece no. La coerenza è illusoria in letteratura.
      Vedo a mo’ di ologramma la tua interpretazione dietro la mia. Penso che si veda bene anche quella.

  3. Di solito non leggo poesia, anche se capita che io venga colpita e affondata da una poesia incontrata per caso, ma ultimamente ho provato una certa attrazione. Questa poesia, per esempio, leggera e intensa, mi affascina molto.

    1. A proposito, hai proprio ragione sulle difficoltà nella traduzione. Esistono anche nella prosa, ma nella poesia in particolare è molto difficile rispettare tutto, ritmo e forma e significato. Questa però ti è venuta bene. 🙂

      1. Grazie, ho fatto del mio meglio! Mi è proprio dispiaciuto perdere le rime. “Tradurre è tradire per essere fedeli”, diceva non so più chi… solo che è difficile tradire bene.

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