Video: qual è la vera Rei Ayanami?

Anche i muri hanno visto Neon Genesis Evangelion. Questo anime è diventato svariati manga, film d’animazione e videogiochi, oltre a una serie infinita di gadget e altri simulacri, come le statue dei personaggi a grandezza naturale che infestano le sale di pachinko di tutta Tokyo, e addirittura un’attrazione a tema (Evangelion World).

E’ stato creato nel ’95, quando avevo 4 anni, e ha un collegamento accidentale, molto stretto, con la mia infanzia.

Oggi parliamo di un personaggio che ha fatto storia, nonostante (anzi, proprio perchè) ha fatto a pezzi il concetto stesso di “arco del personaggio. Una figura meta-narrativa, una riflessione sul concetto di identità nel tempo dell’infinitamente riproducibile… e una ragazza bidimensionale che ha rubato il cuore a molti appassionati.

Avevo programmato questo post per martedì, ma mi è partito il dito e quindi hey, buona visione 💛

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7 pensieri su “Video: qual è la vera Rei Ayanami?

  1. Quello che dici è molto interessante, molto vere le tue analisi, però per me alla fine al nostro Anno è andata di cu… ehm ha avuto fortuna; non decidendo mai davvero in quale direzione andare, forse perché nemmeno lui lo ha mai saputo, è riuscito a creare qualcosa di credibile e profondo.

    1. Sicuro. Gli artisti giapponesi non sono maghi di introspezione, spesso ad ascoltarli si dubita che siano davvero loro gli autori. Ma vale anche per noi, chi sta costruendo un’opera davvero valida, in gran parte, non lo sa; penso sia normale nella creazione artistica.

  2. Ammettiamolo: il taglio di capelli è ispirato eh.
    Analisi molto bella e intelligente. Personalmente all’inizio del manga (prima che ne venisse fuori un anime) ero fra quelli che puntavano a Rey come clone della madre. Oppure semplicemente un contrappunto esplicito ad Asuka, che è la classica Tsundere. Il personaggio veniva molto semplificato in attesa di sviluppi. Sviluppi che poi non ci sono stati. Perché il personaggio, nel suo “non essere” creava già un forte appeal (chi è un vero SUPERnerd sa che Rey è diventata una icona del genere Ryona o addirittura Guro). Che si sia arrivati per sottrazione di elementi a un personaggio notevole lo si deve, a mio dire, per il contesto stesso dell’opera. Il medesimo tipo di personaggio sarà presente in molti altri lavori a tema robotico (MUV LUV e Aquarion fra tutti) sebbene non con la stessa efficacia; il personaggio freddo e artificiale è SOLO il personaggio freddo e artificiale, riempie una nicchia estetica, più che narrativa o concettuale. Per strano che sembri, Rey Ayanami non si può replicare.
    Che commentone che ho scritto! Grazie per la riflessione che mi hai portato a fare.

    1. Lo so che i miei capelli sembrano una citazione palese 😛 però ho deciso questo taglio per omaggiare i “personaggi con i capelli argentati” nel loro complesso (anche se non riesco a tenerli abbastanza chiari purtroppo).
      Beh in effetto Rei è un clone della madre, ed è anche un contrappunto ad Asuka, però tutto questo rimane in superficie rispetto alla preponderanza della sua non-identità che, come hai detto bene tu, “riempie una nicchia estetica” molto cara ai giapponesi in tutte le salse.
      Non sapevo che fosse finita anche nel guro, ma forse c’era da aspettarselo…
      Grazie a te 🙂

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