30+ svarioni da prima stesura

Oggi impariamo qualcosa, e ci facciamo due risate alle mie spalle. Questo è un elenco di errori/orrori che ho scoperto in questa prima stesura. Posso presentare queste vergogne con tanta disinvoltura perchè, per fortuna, ho trovato una soluzione per (quasi) tutto.

Avete fatto anche voi qualcuno di questi errori? Quali sono assenti da questo elenco?

Stile

  • tamarro: costellato di frasi ad effetto, che in teoria dovrebbero emozionare, nella pratica risultano stucchevoli, infantili e di cattivo gusto.
  • confusionario: non si capisce nella pratica cosa stia succedendo.
  • pieno di luoghi comuni: la folla di passanti, la faccia da pesce lesso e cose simili. Per molti i luoghi comuni sono passabili, ma per me sono il male, sono la morte della scrittura.
  • distaccato: più che la storia in sè, sembra la sua sceneggiatura. In altre parole, sembra che lo scrittore stia raccontando la storia a sè stesso.
  • contorto: tante parole inutili per girare intorno a cose semplici.
  • fibroso: descrizione di eventi, luoghi e persone senza alcuna componente emotiva o sensoriale. Invece di descrivere il sudore sulla fronte e il fiato mozzato di A, scrivere “A era terrorizzato”.
  • pieno di avverbi: devo commentare?
  • di parte: infarcito di opinioni personali dell’autore sugli argomenti più vari.
  • ripetitivo: pieno di parole o metafore ricorrenti.
  • Tempi verbali: presente e passato remoto si alternano senza motivo.
  • Persone: prima e terza si alternano senza motivo.

L’immaturità e l’incertezza stilistica sono la causa principale di questi problemi.

Caratterizzazione

  • La macchietta: il personaggio è bidimensionale. Ripete all’infinito due o tre comportamenti o tratti caratteriali.
  • Cambio di cervello: il personaggio mostra conoscenze (o interessi) per ambiti che nel resto della storia ignora completamente.
  • Nichilismo improvviso: il personaggio sembra dimenticare o perdere interesse per il proprio intento o desiderio, e comincia a bighellonare o fare altro a metà storia.
  • Out Of Character: il personaggio mostra in una circostanza tratti caratteriali che non compaiono nel resto del romanzo.
  • Senti coso, intanto ti calmi: il personaggio ha reazioni esagerate rispetto alla gravità delle proprie esperienze.
  • Età sbagliata: tratteggiare un personaggio con modi che lo rendono più giovane o più adulto di come sia davvero. Per esempio, rendere i bambini come piccoli adulti o i giovani adulti come adolescenti (grazie ad Alessia Savi per il memorandum).
  • Random: i personaggi scambiano dialoghi o fanno cose senza senso, come due cattivi attori che tentano di improvvisare.
  • Tutti scemi: poliziotti che ignorano personaggi sporchi di sangue, fuggitivi indisturbati con indosso vestiti inequivocabili, e altri colpi di genio.
  • Vuoto interiore: il personaggio rimane indifferente a esperienze che metterebbero in allarme, scalderebbero il cuore, o segnerebbero a vita chiunque.
  • Follia 1: il personaggio si comporta in modi che sabotano il proprio stesso proposito, come se lo avesse dimenticato all’improvviso.
  • Follia 2: il personaggio ha ogni reazione possibile agli eventi, tranne quella più ovvia e istintiva.
  • Follia 3: il personaggio combattuto fra due obiettivi diversi sembra schizofrenico, pensa intensamente all’uno e all’altro senza mai considerarli insieme e realizzare che prima o poi dovrà scegliere.
  • Figlio mio: il personaggio comincia a pensare e comportarsi come il proprio autore farebbe.

Questi errori capitano quando l’autore deve ancora conoscere bene i personaggi mentre li scrive. Molti di questi sono tentativi disordinati di esplorare e approfondire la psicologia del personaggio e, allo stesso tempo, di tenere compatta la sua caratterizzazione.

Ambientazione

  • Universi paralleli: lasciare nel testo particolari dell’ambientazione che si ritenevano utili in fase di progettazione, ma sono stati abbandonati durante la scrittura e, infatti, non sono riportati altrove nè hanno influenza sulla trama.
  • Mondo a metà: fare riferimenti a realtà o ambienti che non vengono mai davvero mostrati e spiegati bene.
  • Libertè, Freternitè e cosse ti fè: è anche un errore di caratterizzazione. I personaggi interagiscono come se le loro differenze di ceto, casta o provenienza geografica non avessero alcun influsso.
  • Cambio di cervello collettivo: un intero gruppo sociale/razza/etnia/casta/ecc. si comporta e pensa in modo totalmente incongruente rispetto ai propri usi e costumi, abitudini ecc.

L’autore non ha le idee chiare sul luogo che ha creato o scelto. Cambia idea più volte in corso d’opera sulle regole e i particolari dell’ambientazione, e ha difficoltà a crere coerenza tra i personaggi e un’ambientazione ancora confusa.

Altro

  • Infodump: altro dio del male. “Metterò qui questa dettagliata risposta a una domanda completamente fuori contesto per spiegare ai miei lettori informazioni necessarie che non so dove altro ficcare!”
  • Universi paralleli 2: lo stesso evento ripreso in due punti diversi del romanzo è raccontato in due modi diversi (non per la differenza del punto di vista, sono proprio 2 versioni diverse dello stesso evento).
  • Le mezze stagioni: il giorno prima nevica, quello dopo ci sono 30° all’ombra.
  • Ubiquità: la stessa cosa o persona appare in due o più luoghi e tempi sconfiggendo le regole della fisica.
  • Deus ex machina: oggetti, persone o ricordi capaci di stravolgere il corso della storia, compaiono 5 minuti prima del loro utilizzo o intervento.

L’autore sta ancora facendo esperimenti sulla trama e l’intreccio. La stesura riporta versioni diverse della stessa storia, che si incastrano malamente fra di loro.


In sintesi, questi svarioni dipendono da uno scrittore immaturo e indeciso sul da farsi, che comincia a scrivere prima di avere le idee chiare su: trama, intreccio, personaggi e ambientazione.

E allora tutti quei consigli sulla programmazione? Le schede dei personaggi? I tre atti?

Sì, capisco la vostra perplessità. Rispondere è facile: ho scoperto che questi consigli su di me non funzionano, o meglio, funzionano solo a costo di essere profondamente modificati. Ho scoperto che per me è più produttivo scrivere e basta, e programmare dopo. Perchè? Ve ne parlerò meglio in un prossimo articolo.

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20 pensieri su “30+ svarioni da prima stesura

  1. Come sempre ottimo articolo, il tono che hai utilizzato per descrivere questi sbagli mi ha divertito molto. Questi errori credo che siano anche i più comuni sia per chi inizia a scrivere sia anche per persone più esperte in materia.

  2. E chi lo sa. Io scrivo di getto, poi correggo sintassi, grammatica, errori di battitura, evidenti contraddizioni ecc., In seguito alleggerisco o aggiungo secondo il mio gusto personale. D’altra parte essendo autrice di racconti brevi e brevissimi, il problema maggiore è far capire tutto in modo chiaro con pohce parole. Non uso tattiche né regole prestabilite per piacere ad ogni costo. Sono molto spontanea poiché scrivo innanzitutto per mio diletto e per togliermi dalla testa ciò che pesa sul cervello. Pubblico perché mi piace comunicare le mie storture interiori, non seguo strategie di marketing altrimenti scriverei ben altro. So che cosa può piacere al lettore, ma per adesso cerco di vendere quello che sono e non quello che gli altri vorrebero che fossi.
    😉

    1. Certo, la maggioranza di questi errori vale solo per lavori molto lunghi dove conta tanto la coerenza della scrittura. I problemi dei racconti sono diversi ma, poichè non è la mia specializzazione, per il momento preferisco non parlare. Quando scrivo per me stessa ignoro completamente qualsiasi regola, perchè l’unico obiettivo è piacere a me, scaricarmi e pensare. Penso tuttavia che sia possibile essere sinceri e gradevoli/comprensibili allo stesso tempo 🙂 sennò non scriverei niente di niente in generale.

  3. Bellissimo articolo, hai fatto un’analisi molto accurata. Vero è che con l’esperienza molti di questi errori vengono meno, ma guardare nel proprio giardino e scoprire le erbacce non è sempre facile, per quanti sforzi si possano fare.
    Io sto cercando di “elaborare” il più possibile prima di mettermi seduta a scrivere, vedo che ciò mi salva da testi inutili, ma purtroppo non sempre basta. Mi riscopro a tornare indietro mille volte, perché qualcosa non mi convince o perché ho pensato un modo più efficace di mandare avanti la trama. E così mi tocca modificare molto anche di quello che ho già scritto.
    Sono molto curiosa del tuo prossimo post e di scoprire di più…

    1. Grazie! 🙂
      Spero che certi errori vengano meno, e che la scrittura diventi un po’ meno difficile con l’esperienza. Penso che sia normale, se una storia cerca di “andare per i fatti suoi” e ignorare la pianificazione. (Nel prossimo articolo parlerò proprio di questo.)

  4. Anche a me è piaciuto molto questo articolo. Io penso che la prima stesura vada FINITA e basta. Con una base di partenza, è più facile poi sistemare e modificare. Per questo ora sto cercando di arrivare alla fine il prima possibile. Al resto si penserà poi.
    Io ho studiato bene i miei personaggi, ma la trama la progetto man mano che scrivo. Non vado più “di getto”, perché perdevo un sacco di tempo, e mi trovavo a buttare via tantissime pagine. Però anch’io, come te, non amo fare troppi lavori preliminari… intanto poi cambio idea 😉

  5. un mia considerazione molto naive sulle prime stesure che nel mio caso sono anche di cose brevi. Mi sono accorto che se lascio andare troppo, pensando di rimediare dopo, alla fine potrei trovarmi davanti a ostacoli talmente grandi, non dico da rinunciare all’impresa, ma da rallentarla di parecchio. Certe cose si incastrano talmente male che poi metterle a posto diventa un rompicapo.
    Mia possibile conclusione è che un bravo scrittore deve essere in grado di buttare giù una prima stesura di qualsiasi cosa che sia già molto accettabile, molto ben strutturata, tenendo più possibile localizzati i problemi (le interazioni a lungo raggio sono sempre quelle più complicate da districare… sono anche un fisico nella vita 😉 ). Questo dipende dal talento narrativo ma anche molto dalla tecnica, credo.
    Spero di non aver detto cose troppo inutili e banali.
    Questo blog è troppo interessante per non provare a contribuire in qualche modo 🙂

    1. Impiegare tantissimo tempo a incastrare pezzi che non combaciano è una delle mie attività più frequenti. E spero proprio che in futuro avrò accumulato abbastanza tecnica e disciplina da scrivere subito una prima stesura accettabile. C’è anche da dire che il mio romanzo attuale è nato 6 anni fa. E in 6 anni ne sono successe di cose, è cambiato il mio stile e il mio approccio alla scrittura. E’ anche normale tutta questa incongruenza. Spero anche che in futuro impiegherò meno tempo per finire un progetto!
      Grazie mille 😉

  6. Come si dice? Se il tuo metodo funziona, allora è quello giusto!
    Avverbi e aggettivi sono bestie da tenere a bada. Un tempo, scrivevo periodi lunghissimi; i miei personaggi risultavano schiacciati dalle idee (il che voleva dire: zero empatia). Adesso… Probabilmente farò altri errori. Adesso aspettiamo il prossimo post per vedere qual è il tuo metodo e capire se può essere utile anche ad altri.

    1. Anche a me capita che i personaggi “spieghino idee”, piuttosto che vivere e basta.
      Ognuno in fondo ha il suo metodo, ed è difficile ricordarselo quando la maggioranza dei manuali fa fronte unico (per esempio sulla programmazione). Nell’articolo collegato parlerò anche di questo.

  7. Troppo bella questa lista! Non mi ero resa conto di avere commesso tutti questi orrori, invece leggendoli mi ci sono ritrovata per bene. In particolare erano miei i luoghi comuni (lo sono ancora, se non sto attenta) e i cambi di cervello, con qualche tocco di follia. Credo però di averli toccati quasi tutti, almeno una volta.

    1. Si vede che mi sono divertita a scriverla 😄 negli scrittori alle prime armi li ritrovo spesso, secondo The Butcher vengono commessi anche dagli esperti… io li ho fatti, staremo a vedere quando sarò diventata una grande scrittrice espertissima su tutto (cioè mai).

  8. Sullo stile bah, sai uno ci prova ad essere bravo… Sugli errori di trama o sulle idee, si cerca di non farne. Chiaro che tutto è stato scritto e riscritto, molto meglio e tempo fa, difficile dire qualcosa di davvero originale. Personalmente mi batto per sconfiggere il cliché, specie nel fantastico, perché ho sei davvero bravo (e fortunato) o ti viene una roba da cestino.

    1. Penso che tutte le storie possano diventare interessanti con uno stile riuscito, quindi è un tema che mi preme molto! 🙂
      Non so se le mie storie siano originali o meno, forse ho anche smesso di pormi il problema.Però sì, cerco di individuare quando sto seguendo uno schema appreso, e di eliminarlo per essere più autentica.

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