50 sfumature di disuguaglianza? Una riflessione controcorrente

Ho deciso di scombinare la normale programmazione del blog per proporvi una riflessione di, uhm…5 minuti fa? sulla trilogia erotica più sbeffeggiata degli ultimi decenni.

Le critiche rivolte alla morbosità anti-femminista di questi libri, nascondono forse un tentativo di strozzare le fantasie erotiche femminili?

Tutto è nato da un post di Anne Rice (scrittrice delle Cronache dei Vampiri) che ho letto su facebook qualche momento fa. Consideratelo un post di S. Valentino 😉

Premessa: io non ho mai letto questi libri e, se riuscirò a salvarmi dal gusto del trash delle mie amiche, probabilmente non vedrò mai il film. Ho provato a leggere qualche pagina in libreria, sono scoppiata a ridere e ho lasciato perdere. Da quel poco che ho visto, mi è sembrata una ridicola sceneggiatura da film porno, con battute, per citare BarbieXanax, davvero poracce.

Dopo sono arrivati gli articoli giornalistici, quasi tutti concordi nel giudicare la storia ridicola, ma sopratutto gravemente anti-femminista. La protagonista è una sfigatella che accetta ogni genere di stalking e violazione della libertà personale per ammore. In un mondo dove la violenza sulle donne cresce sempre di più, è triste che siano proprio le donne ad infliggersi e legittimare certe situazioni sentimentali. Bella critica, ho pensato, ci sta.

E poi, questa mattina, arriva Anne Rice.

More on “Fifty Shades of Grey” as the movie makes history tonight and stirs up so much controversy. I’m an ardent feminist. I believe completely in the right of women to their own sexual fantasies. I believe in their right to write and read sexual fantasies, and I will always defend them (and men) against efforts to politicize or sanitize or patrol their sexual fantasies. There is inside of each of us a secret place where our desires rule without interference. That secret place is our imagination. Lecturing women on their fantasies, telling them NOT to like “Fifty Shades” because it includes abuse is just as bad, in my opinion, as telling women that “nice girls” don’t imagine being kissed, loved, touched, ravaged, swept off their feet. “Nice girls” can imagine anything they want. And in literature, people can write whatever they want. Men have always enjoyed fantasies of being tied up and whipped by dominatrix. They have always had their erotica. They have always found their way to expensive brothels where professional dominatrixes act out such rituals for their pleasure. Are women not equal to men? Don’t women have the same rights as men? I’m shocked by all the preaching about “Fifty Shades.” I stand up for women, for their freedom, for their rights, for their imaginations, their hearts.

Traduzione dell’ultimo minuto (fatemi sapere se vedete degli errori):

Ancora su “Cinquanta Sfumature di Grigio” poichè il film farà storia stanotte e susciterà così tante polemiche. Sono una femminista convinta. Credo completamente nel diritto delle donne di difendere le proprie fantasie sessuali. Credo nel loro diritto di scrivere e leggere fantasie sessuali, e difenderò sempre loro (e gli uomini) dagli sforzi di politicizzare, o sterilizzare o pattugliare le loro fantasie sessuali. C’è dentro di ognuno di noi un luogo segreto dove governano i nostri desideri, senza interferenze. Quel posto segreto è la nostra immaginazione. Fare la morale alle donne sulle loro fantasie, dire loro di NON amare “50 sfumature” perchè include abusi è sbagliato quanto, secondo me, dire alle donne che le “brave ragazze” non immaginano di essere baciate, amate, toccate, devastate, cadere ai piedi (del proprio uomo/donna?) Le “brave ragazze” possono immaginare tutto quello che vogliono. E nella letteratura, le persone possono scrivere tutto quello che vogliono. Gli uomini si sono sempre goduti le proprie fantasie di essere legati e frustati da dominatrici. Hanno sempre avuto la propria letteratura erotica. Hanno sempre trovato il modo di arrivare a bordelli di lusso dove dominatrici professioniste compiono tali rituali per il loro piacere. Le donne non sono uguali agli uomini? Non hanno le donne gli stessi diritti degli uomini? Sono scioccata da tutte queste prediche suCinquanta Sfumature“. Difendo le donne, la loro libertà, i loro diritti, la loro immaginazione, il loro cuore.

Queste riflessioni mi hanno colpita.
Io non mi definisco femminista. Condivido alcune importanti idee introdotte dal femminismo, ma non voglio prendermi carico di tutte le scemenze che vengono espresse all’interno del movimento come, per esempio, qua e là, una certa frigidezza aggressiva, che travolge non solo gli uomini, ma anche le donne che gradiscono il gioco dell’attrazione.
Come Anne Rice, credo nella libertà delle donne di amare il sesso, e di giocare tutti i giochi che desiderano. Non voglio fare la morale a nessuno: spero solo che tutte giochiamo secondo le regole, senza farci male, di comune accordo con i nostri partner. Ho molte domande da farvi:

  • è vero che fantasia e realtà sono due cose distinte? Io penso che siano distinte, ma separate da un confine sfumato.
  • Quanto è indistinto questo confine? Penso che le persone sane, stabili, sappiano tracciare una linea di confine oltre cui non bisogna andare nella vita reale, mentre persone più fragili o più instabili (sia uomini che donne) possano scivolare da una semplice fantasia ad atteggiamenti pericolosi.
  • Se è così, la letteratura erotica dovrebbe essere posta sotto controllo? Secondo me la narrativa dev’essere un genere libero, al contrario della propaganda. Più che fare la morale ad un libricino mal scritto, forse dovremmo cominciare a riflettere senza pregiudizi o intenti moralistici sul perchè lo stupro è la fantasia femminile più vecchia del mondo.
  • E’ vero che gli uomini vengono meno controllati, meno criticati per le loro fantasie illegittime o morbose? Perché in fondo “è normale, agli uomini ci piace scopà”, mentre quando una donna indulge in qualche perversione viene subito tacciata come “bottana! nemica del tuo stesso genere! antifemminista! boo!”
  • Infine, Cinquanta Sfumature è il semplice racconto di una fantasia erotica, oppure il tentativo di legittimare una fantasia erotica come possibilità di vita reale? Penso che questo sia un punto fondamentale, ed è emerso da una conversazione con Leonardo Panerati (ciao ciao 😀 !) sulla mia pagina facebook. Ripeto, non ho letto i libri, non so niente del film. Qui importa soprattutto l’opinione di chi ha avuto un confronto diretto con questa storia, e non attraverso i filtri del giornalismo e dell’opinione pubblica che, si sa, appiattiscono un po’ tutto. Mi sembra che le discussioni più accese su Cinquanta Sfumature nascano proprio perchè non si capisce se questa storia ci è o ci fa, se è una fantasia o dice sul serio.
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30 pensieri su “50 sfumature di disuguaglianza? Una riflessione controcorrente

  1. Che libro e film possano rispondere a tante domande, soprattutto che l’autrice volesse questo io personalmente lo dubito.
    Tutto il resto poco importa è un best seller così come lo sono i libri della Rice dove bene o male si spinge sull’acceleratore del sangue.
    Anche sul discorso femminismo anti-femminismo, mah… Sono scettico personalmente mi pare più simile alla religione di Quelo…
    “Ma secondo lei, ci sono più spunti nei suoi racconti relativi alla dominazione del sesso sulla ragione oppure è una sorta di rivalsa che le donne dovrebbero prendere nei confronti di certi schemi?”
    La seconda che hai detto!

    1. Per carità, se dovessimo fare queste domande all’autrice (o alle sue fan sfegatate) forse sarebbe meglio conversare con un pollo. Ma penso che tutti i libri, anche quelli brutti, c’entrano poco con quello che il proprio autore aveva in mente, e anche se sono brutti (o forse proprio perchè sono brutti?) possono sollevare questioni importanti sul nostro mondo, che spetta a noialtri cogliere. In fondo ho letto poco della Rice, ma quel poco al tempo mi era piaciuto. Più che sangue versato dai combattimenti, però, ho visto sangue dal naso, il mio, per la continua tensione sessuale poco poco evidente 😄

  2. Non ho letto il libro, perché non amo la narrativa erotica né i fenomeni di costume (e la narrativa erotica è generalmente ridicola, con rare eccezioni) 😀

    Concordo con te su tutta la linea. L’intero argomento, d’altra parte, è di quelli notoriamente delicati. Si sa che quando si fa un sondaggio ci sono quattro argomenti sui quali è più difficile far sbottonare la gente: reddito, voto, religione e sesso. Se ne parla tanto, ma male. E quando se ne dovrebbe parlare bene, con attenzione, con argomenti seri, e per affrontare questioni mica da nulla, lo spazio del discorso si riempie di slogan cretini, battute paleolitiche, insulti, isteria di massa. “forse dovremmo cominciare a riflettere senza pregiudizi o intenti moralistici sul perchè lo stupro è la fantasia femminile più vecchia del mondo.” – prova solo a dirlo, e vedrai a quante (e quanti) partirà l’embolo 😀

    1. Reddito, voto, religione e sesso sono i quattro argomenti su cui forse nessuno riesce ad essere imparziale, perchè si ha sempre qualche segreto da nascondere, qualche tornaconto da tutelare, e insomma i giochetti di politica relazionale che le persone imbastiscono (forse per propria natura?) salterebbero agli occhi di tutti. Raramente mi inoltro in questi ambiti, perchè so che non ne verrà fuori niente di buono…però in questo post ho fatto più domande che altro, forse mi sono salvata 😀

  3. Siccome il tuo ragionamento è interessante, mi domando: ce la farò a evitare di leggere il libro? I mega-ultrabestseller di un certo tipo mi lasciano sempre il dubbio tra investire tempo che facilmente andrà sprecato e leggere per farmi una mia idea. Comunque non è un dilemma da poco: la fantasia deve essere libera, ma quando esce dall’ambito del privato diventa ispirazione per gli altri. Questo la rende potenzialmente pericolosa, e non poco. Tutti coloro che per qualche motivo esercitano un’influenza sugli altri hanno una responsabilità. Davvero non saprei cosa pensare, in questo caso.

    1. Ho fatto il danno, e adesso devo recuperare: NON lo leggere. Seriamente. Credo che leggere Cinquanta Sfumature faccia perdere minimo 5 punti di QI. Il rapporto tra morale, letteratura e vita è un problema vecchio…beh, vecchio almeno come la Divina Commedia (penso a Paolo e Francesca, finiti all’inferno a causa di un libro.) Penso che ogni caso vada affrontato singolarmente: un argomento scabroso può essere trattato sì con coinvolgimento, ma anche con molta umanità e sincerità, oppure con una ingenuità pericolosa, come pare sia successo con questi libri.

  4. Non riesco a trovarmi perfettamente d’accordo con il punto di vista di Anne Rice. Ho letto anch’io il post e ho trovato la sua argomentazione un po’ stridente con la questione 50 sfumature.
    Leggendo il primo libro quello che mi viene in mente è: circonvenzione di incapace. Sì, lo so, Anastasia Steele è adulta e vaccinata, ma resta comunque una persona debole e ingenua che non sembra avere le idee chiare su cosa stia facendo.
    Il discorso della Rice potrebbe avere senso se la protagonista fosse convinta e decisa, se facesse le sue scelte in piena autonomia e non inebriata dal profumo di soldi e maschio (cose che a quanto pare non sembra aver visto mai). Il messaggio di fondo è: se è ricco e bono può fare quel che vuole!
    La cosa che però mi fa davvero incazzare è la strada in discesa presa dal mondo dell’editoria che, invece di pubblicizzare a dovere storie belle e scritte bene, prende ste cagate pazzesche e le fa passare per casi letterari del secolo, quando ci sono Harmony che a confronto sono capolavori!
    Mi direte: “Eh, ma alla gente piace questo!” NO, alla gente piace ciò che i responsabili marketing decidono. Una buona campagna marketing può indurre le persone ad apprezzare qualsiasi cosa, pure uno psicopatico a piede libero che si eccita a vedere le donne soffrire.

    1. Anche io, subito dopo lo scossone della novità, mi sono posta il problema che Cinquanta Sfumature facesse sul serio, e quindi non potesse essere trattato come una semplice fantasia. Di storie come questa ne è pieno il mondo: la carina scema e il ricco e potente dominatore. Però, anche qui, secondo me c’è da fare un distinguo. Quando l’autore (o l’autrice) è consapevole di quello che scrive, dipinge la storia in modo diverso, a tratti cupi, anche autodistruttivi. Non insegna nulla di buono (perchè non vuole insegnare nulla), parla di una storia con sincerità. Con Cinquanta Sfumature, a sentire i commenti, è stato fatto un po’ quello che è stato fatto con Twilight: trasformare una storia di abusi in una favola idealizzata. E quello per me è il torto maggiore di questi libri, se le cose stanno così. Il mondo dell’editoria è in picchiata libera e ne pagherà le conseguenze: a saturare il mercato con opere tutte uguali, tutte per lo stesso target e della stessa (medio-bassa) qualità, presto o tardi non ci guadagnerà più nessuno, e bisognerà cambiare rotta.

  5. Il femminismo, specialmente quando è portato all’eccesso, rovina la femminilità.

    Io ho visto alcune volte il trailer al cinema, ma tutto questo non l’ho notato, parlo dello stalking e altro. Anzi, non mi pare che la tipa fosse stata molestata.

    Al controllo della letteratura erotica dico no, assolutamente. Perché deve esserci?

    Forse è come dici, tutto nasce dal fatto che il romanzo l’abbia scritto una donna. Alla faccia del XXI secolo.

    Io comunque non mi spiego questo scalpore. Cosa ha questo film o romanzo di più spinto di tanti altri? Non ho mai letto Moravia, secondo voi lo supera?

    Credo che ognuno sia libero di scrivere la storia che vuole, sia pure per “legittimare” una sua qualsivoglia fantasia.

    1. Beh, il femminismo ha fatto grandi cose per la mia qualità di vita, e per questo ringrazio, anche se, in quanto movimento ideologico di gruppo, non avrà mai la mia adesione perchè voglio pensare liberamente. Poi, se questo non mi rende femminile, sopravviverò 😉
      A quanto pare nei romanzi lui piazza telecamere in casa di lei, la pedina, lei decide di non parlare più di cultura per non dare fastidio a lui, e altre cose poco sane.
      Credo che abbia fatto tutto questo scalpore proprio perchè è brutto e stupido. Da un lato si è guadagnato molte lettrici che non aspettavano altro che quello (De Sade mischiato a Cenerentola) per poter giustificare le proprie fantasie con un conformistico lieto fine, e dall’altra, soprattutto, tantissimi detrattori e indignati. Anche questo post, purtroppo, nel suo piccolo, sta contribuendo alla fama di Cinquanta Sfumature.

  6. Sono d’accordo con Anne Rice per la sua visione del femminismo, visto che molte di quelle che si definiscono femministe danno contro a 50 sfumature per via delle scelte sessuali dei due protagonisti idioti, invece del giusto motivo ovvero che è un libro scritto col culo. Che ha comunque il diritto di essere pubblicato e pubblicizzato altriementi sarebbe togliere la libertà di stampa. E poi non è assolutamente vero che le campagne marketing sono fatte per imporre qualcosa alle persone, si chiama marketing perchè è uno studio per vendere alle persone quello che desiderano, infattì la grande maggioranza di persone che vanno a vedere il film sono peggio delle capre in quanto a ignoranza. Esattamente come twilight fatto per vendere alle adolescenti cretine. Infatti le persone con un minimo di intelligenza non sono state minimante sfiorate dai vari fenomeni circolanti negli ultimi anni. Se io fossi un editore famoso di certo sceglierei cosa mettere in circolazione per guadagnare, visto che è un lavoro come un altro, se poi la maggioranza della popolazione è stupida non è un problema dell’editore. Lo stesso vale per l’autore.

    1. Ciao Andre 🙂 !
      Penso anche io che tutto (ripeto, in narrativa, perchè sulla saggistica penso che la questione sia un po’ diversa) possa essere pubblicato, e sta a noi non comprare. Il maketing è vero che cerca di vendere, ma molti non si limitano a venire incontro ai lettori. Il marketing è anche un tentativo di omologare i gusti dei lettori e produrre solo quello che può “piacere un po’ a tutti”, perchè in questo modo si ha la certezza della vendita con il minimo sforzo. Quelli che pensano che l’editoria sia “un mestiere come un altro” fanno questo tipo di marketing stupido, che poi lascia insoddisfatti tantissimi lettori e porta a una saturazione del mercato: prodotti tutti uguali = nessun vero discrimine per comprare un prodotto o un altro.

  7. è responsabilità della persona capire se un prodotto e valido e corrisponde ai miei ideali o meno. Se domani mattina venisse Goebbels e ci presentessa una campagna marketing perfetta sul nazismo di certo non diventeremmo tutti SS.

      1. Ma allora vedi che non c’entra il marketing se uno pensa con la propria testa? Io trovo semplicemente logico che le case editrici,discografiche e cinematografiche puntino a vendere. E cmq non mi sento insoddisfatta riguardo queste tecniche di “marketing” semplicemente compro le opere che soddisfano il mio gusto personale, sul web ormai si trova tutto, non abbiamo certo smesso di leggere o di ascoltare musica, no? Penso che il dicrimine alcuni ce lo abbiano, altrimenti non potremmo affermare che 50 sf. Fa schifo e leggere altro.

        Anche io faró un commento poco serio: ho bisogno di 50 sfumature per capire chi devo schifare, altrimenti diventerebbero tutti non si capisce cosa come Hans di Frozen. Io non posso vivere in un mondo dove non capisco chi é un idiota xDD

      2. Purtroppo appartengo alle schiere di insoddisfatti del marketing attuale 🙂 quando compro un libro contemporaneo, anche se parto con entusiasmo, alla fine in genere mi delude. Chissà quanti romanzi farebbero al caso mio (o di tanti altri “lettori particolari”, perchè mi sono fatta un’idea, siamo davvero tanti!) ma non vengono mai pubblicate perchè non soddisfano il lettore medio. Vedi, credo che vendere libri non sia come vendere scarpe o piastrelle. Chi vuole vendere libri deve capire il funzionamento particolare del libro come prodotto, e fare un genere di marketing che sappia diversificare molto la produzione. Se io (e quelli come me – è un bel problema dell’editoria attuale) compriamo meno di quanto potremmo, è colpa del marketing fatto male da parte di case editrici che vendono libri come scarpe. Certo che possiamo scegliere, ma solo all’interno delle possibilità limitate che ci vengono date dall’editoria.

        Tu pensa a schifare Akio, e andrà tutto bene.

      3. Io non lo schifo, abbiamo un rapporto di odio/amore, mi chiedo cosa direbbero di lui le “femministe” che criticano Grey xD

  8. Commento serio: fa scalpore perché deve farlo e perché muove abbastanza denaro da poter apparire in tv, sui giornali e su internet come certo nessun’altro libro. In fondo anche i vari Codice da Vinci & Co. hanno insegnato come si fa. In quel caso sbatti la chiesa cattolica in prima pagina, poi vai di pubblicità ed il gioco è fatto. In quest’altro sbandieri il giochetto erotico della tipa che incontra il miliardario e via.
    Semmai la Rice ribadisce che, parlare di argomenti così per le donne sia sempre difficile; questo temo sia vero e mi trova d’accordo. Non so se 50&co. sia il libro brucia-reggiseni boh. Lo sapremo poi?

    Commento poco serio (perdonatemi) : si, in effetti dei quattro argomenti, almeno io specie in relazione alla sfera sessuale, sudavo sette camicie per fare sbottonare le mie amichette.

    Ok, bannatemi a vita. 😀

    1. A quanto pare le 50 S. sono una favoletta conformista in chiave BDSM, quindi no, non è niente di rivoluzionario, ed è lì che sta il suo interesse. Il punto per me non sono i libri, il film, l’autrice, ma i processi sociali che hanno alimentato il polverone. Dopotutto se è scattato il polverone, vuol dire che è stato toccato un punto debole, e a me interessano i lati nascosti delle persone 😛 insomma, deformazione professionale da antropologa. Naah, che ban e ban, i commenti stupidi sono il sale della vita!

      1. Eheh … Io SPERO che ci sia un processo sociale e non un qualcosa del tipo editore al collaboratore: “cosa lanciamo oggi” collaboratore: “un bel libro un po’ xx” editore “hai in mente qualcosa?” collaboratore “mah, si c’è questa tipa con gli occhi blu che ha scritto un po’ di cose” editore “bene, compra i diritti e vai di reclame!”

  9. Come non quotarti. Mi piace l’articolo, hai scritto cose condivisibili. Rimane, per me, un gioco delle parti che non è affatto male. L’attrazione, il corteggiamento e la divisione dei ruoli non li ho mai visti come un’ostacolo alla libertà delle donne. Anzi, semmai un buon modo di vivere il rapporto uomo/donna. Certo, oggi come oggi, va molto a gusto…

    1. Beh, poi ognuno può declinare la faccenda come preferisce, ma sono d’accordo con te che il rispetto dev’essere l’unica regola 🙂 il corteggiamento e la divisione dei ruoli non dovrebbero essere nemici di nessuno.

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