Un blog per gli scrittori, o un blog per i lettori?

1315423900403Se sei uno scrittore, è buona regola avere un blog. È un mezzo semplice, alla portata di tutti per costi e intuitività, con cui cercare la tua nicchia di pubblico e definire il tuo timbro inconfondibile (il cosiddetto brand).
Ma chiediti sempre, prima di aprire un blog: voglio scrivere per gli altri scrittori, o per i miei potenziali lettori?
Non preoccuparti. Non è mai troppo tardi per porsi questa domanda.
Credo che sia possibile scrivere per entrambi, a momenti alterni – ma la differenza di target cambia tutto: gli obiettivi e la forma del blog, il tuo ruolo di blogger, le ripercussioni sulla tua attività offline.

Il blog per gli scrittori

Carta Traccia è nato come blog rivolto agli altri scrittori. Non ho mai voluto creare un manuale online, un elenco di metodi per promuoversi, per creare personaggi sfaccettati, per scrivere un buon incipit eccetera. Fruisco di questi utili blog-manuali per ottenere spunti – ma ho modellato Carta Traccia su un’idea relativistica della scrittura, per cui esistono buone idee, opinioni, riflessioni, ma nessuna ricetta infallibile.

Se sei alle prime armi, comincia parlando ai tuoi “colleghi”. Avrai molte occasioni per prendere la parola sulle annose questioni della scrittura, interverrai su un terreno comune di conversazione, e i tuoi potenziali utenti faranno meno fatica a seguirti perchè, come te, saranno “addetti ai lavori”. Inoltre, potrai stringere legami con altri blogger/scrittori che condividono certe tue posizioni – e ricorda che i contatti sono la tua forza.

Il blog per i lettori

Un blog indirizzato ai tuoi potenziali lettori ha tutt’altro genere di contenuti. Certo, notizie su di te, sulla tua attività di scrittore, i libri, gli eventi, le promozioni, ma questo da solo non basta. Perchè gli utenti si interessino al tuo lavoro, devi creare contenuti che li attirino, che propaghino “l’odore delle tue storie” senza svelarle.
Sei uno scrittore di fantascienza? Propaga e commenta notizie scientifiche di tuo interesse. Le tue storie sono legate ad un posto in particolare? Propaga e commenta notizie ed informazioni inerenti. Parla dei tuoi interessi, ma in modo oculato! Se scrivi storie ambientate nella Sassonia del ‘400, è improbabile che qualcuno sia interessato alla tua passione per il ciclismo, più probabile che sia interessato al tuo hobby della calligrafia, perchè sono due interessi dall’aroma molto diverso, quasi opposto.
L’aspetto teorico della scrittura passa in secondo piano, per ragioni… matematiche: è improbabile che tutti i tuoi potenziali lettori siano anche scrittori (lo so, ci siamo vicini, ma non ancora 😉 ) e che nutrano qualche interesse per le riflessioni tecniche.

Il paradosso del blogger

Se hai un blog da qualche tempo, ti sarai già accorto del paradosso: ci sono molte persone che condividono i tuoi presupposti di fondo ma nutrono una cortese indifferenza per i tuoi scritti, e tante altre persone che si appassionano alle tue storie pur essendo disinteressate, o addirittura contrarie ai tuoi postulati intellettuali.
Ad un pubblico di scrittori potrai vendere libri teorici sulla scrittura, ma difficilmente racconti o romanzi – e viceversa. Eccezioni a parte, agli scrittori interessa scrivere, ai lettori interessa leggere. E tu sei nel mezzo.
Avere un pubblico di scrittori, continuo a sostenere, è il primo passo. Gli scrittori, come te, desiderano la conversazionementre i lettori sono stanchi, sovra stimolati e sospettosi (come dargli torto?) quindi è difficilissimo suscitare il loro interesse partendo da zero. Il rischio opposto, è quello di creare un apprezzato ed affermato blog per scrittori, da cui tutti fuggiranno quando tenterai di proporre i tuoi lavori di narrativa.

Ecco la domanda fatale: come conquistarsi un pubblico di lettori partendo da un pubblico di scrittori?

Un’idea ce l’ho. Il trucco è escogitare maniere per fondere, collegare, creare un ponte tra i contenuti per scrittori e quelli per i lettori. Non ti sto suggerendo di ingannare i tuoi utenti con contenuti che non li soddisferanno, questo mai. Ti sto proponendo contenuti multitasking.

Ad esempio: serviti di un tuo racconto per trattare un argomento di moda.

  1. Per gli scrittori: parlare con un esempio concreto davanti facilita il lavoro a te che devi spiegare, e agli utenti che devono capire.

  2. Per i lettori: fai “debuttare in società” il tuo scritto.

  3. Per entrambi: se sei uno scrittore consapevole, i tuoi postulati tecnici/teorici e la tua scrittura vanno di pari passo, sono due facce della stessa medaglia, governate dalle stesse leggi. Devi far arrivare ai tuoi utenti questo messaggio. Il modo più efficace per riuscirci è esserne pienamente convinti. L’inganno è prima di tutto auto-inganno; se esponi un’immagine falsa o incoerente di te stesso, perchè in realtà non conosci te stesso, i tuoi lettori lo capiranno subito.

Ripeto il vecchio mantra: è impossibile accontentare tutti. Chi prova un sentimento di noia per le tue storie, così come i tuoi lettori purosangue, meno curiosi e interattivi, scapperanno da simili contenuti che, essendo ibridi, allontanano gli “estremisti” di entrambe le fazioni. Ma è impossibile rinunciare agli scrittori, i tuoi interlocutori più esperti, che veicolano nuovi spunti di riflessione, che capiscono i tuoi problemi e con cui puoi unire le forze per risolverli; così come è impossibile rinunciare ai lettori, il fine ultimo del tuo scrivere, senza cui tutte le storie rimangono mute.

Il tuo obiettivo è avere un pubblico ibrido, che ti segua dietro le quinte, ma anche sotto i riflettori. Alcuni che ti aiutino a cucire i costumi di scena, altri a cui scappino applausi fragorosi.

Ne approfitto per comunicarvi che, alla luce di questo post, Carta Traccia subirà un leggero cambiamento di rotta. Continuerò a produrre articoli sulla scrittura, ma adesso qualcosa è cambiato: ho un romanzo neonato tra le mani. È il momento di parlarvi un po’ delle mie storie e delle correnti che le alimentano, in un modo che sia proficuo per tutti e stimoli la creatività dei miei lettori 🙂

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24 pensieri su “Un blog per gli scrittori, o un blog per i lettori?

  1. Io sono nella fase in cui mi rivolgo agli scrittori,
    poiché ho davvero bisogno di confrontarmi con ognuno di loro, ricevere critiche, suggerimenti e condividere esperienze. Probabilmente come dici te, il problema nasce quando questa fase subisce un mutamento e matura in qualcosa in più: alla fine hai un tuo romanzo e senti la necessità di farlo conoscere e attirare in qualche modo lettori interessati all’argomento… certo pianificare una strada così netta sin dall’inizio è davvero difficile.

    Tuttavia oltre al tuo consiglio, un’ulteriore alternativa, potrebbe essere quella di aprire un altro blog sulla scia del primo, e in questo rivolgersi direttamente ai lettori, sugli argomenti che sono di maggiore interesse per il tuo genere letterario… ottimi spunti comunque 😉

    1. Anche io ho tenuto conto di questa alternativa: e se spezzassi i contenuti in due, da una parte la “me stessa” critica e dall’altra la “me stessa” scrittrice”? Questo farebbe un gran piacere ai miei lettori liberi di smistarsi dove preferiscono senza subire contenuti per loro inutili o magari fastidiosi. Ma il rischio di questa strada, mi pare, è quello di dare un’immagine schizofrenica di me stessa, come se volessi “coprirmi le vergogne” delle mie storie.
      In fondo siamo tutti eterni studenti ed ogni caso singolo è diverso dagli altri, quindi staremo a vedere 🙂

  2. Mi sono ripromesso da tempo di scrivere un post su quale potrebbe essere il blog migliore per uno scrittore.

    Da una parte hai ragione, ma dall’altra credo di no. A me non piace scrivere storie di un unico genere, ma preferisco scrivere di tutto, perché leggo di tutto. Che blog dovrei creare per i lettori?

    Nel mio, avrai visto, ci sono post sulla scrittura e l’editoria utili a chi scrive, ma anche sul blogging e il copywriting e anche qualche mio racconto.

    Finora i lettori hanno apprezzato questi contenuti, quindi continuo su questa strada. La tua riflessione è però interessante e ne terrò conto quando scriverò il mio post.

    1. Hai evidenziato un altro punto interessante (che non ho pututo trattare perchè un post-enciclopedia è un post brutto :P).
      Leggere e scrivere un po’ di tutto è una bella abitudine, che vorrei fosse più diffusa, e che tento nel mio piccolo di adottare. In genere, però, tutte le storie di un determinato autore hanno dei punti in comune, e su quello si può lavorare.
      Gli autori di genere hanno la strada più facile; chi tenta di valicare i confini imposti dall’editoria fatica di più a farsi riconoscere.
      In ogni caso, basta che funzioni!

  3. Post molto interessante. A chi scrive riesce molto facile parlare di scrittura, ma è difficile che un pubblico di lettori sia interessato a tale argomento. Di contro, parlare di libri come fa chi si limita a pubblicare schede editoriali è deprimente. Di mio son riuscito a star sulle balle a entrambe le categorie, quindi non posso lamentarmi 🙂

    1. Promozione non significa produrre a manetta contenuti che urlano compra-compra-COMPRA senza dare niente agli utenti… ma questo, purtroppo, tanti scrittori ancora non lo capiscono.

  4. Leggendo ho avuto l’impressione che tu abbia dato voce ai miei pensieri di oggi. Il problema di cui parli in realtà me lo pongo da un po’, e non è un problema da poco. Se parlo di scrittura, trovo scrittori; ma lettori? Devo tenere due blog? E cosa scriverei nel secondo, autopromozione a ruota libera, in modo da annoiare tutti in un colpo solo? E appunto stamattina sono giunta alle tue stesse conclusioni: serve un ponte tra le due cose. Perché esiste, eccome; è solo poco ovvio. Inizio la sperimentazione. Grazie delle riflessioni interessanti.

    1. Grazie a te della tua attenzione 🙂 presentarsi ai lettori, introdurli al proprio mondo, secondo me, è necessario: ormai non compro più niente a scatola chiusa, nemmeno in libreria!

  5. Mmm Interessante.
    Potrebbe essere un motivo anche aprire un blog perché funga da collettore dei progetti: il cui motivo cioè sia condividere quanto scrivi e quanto altri scrivono, che è quello che ho provato a fare io. Resta da vedere quanto il “mondo-blog” è attivo sul dare e ricevere i mi piace e quanto sulla lettura degli articoli (e quanto poi si è bravi nel fare bene).
    Come organo pubblicitario, penso di no, una goccia nel mare.

    PS.: sto facendo anche piccoli esperimenti, link nascosti nei messaggi che pubblico e rimandi a pagine nascoste… Quasi sempre sono ignorati… Quindi il blog è solo un mipiaciodromo?

    1. Sono una frana a gestire i progetti collettivi, sia reali che virtuali 🙂 quindi questa risposta è molto personale.
      Da parte mia, come “portfolio” di tutti i miei spazi e progetti, sto pensando di aprire un sito web – dove i contenuti, organizzati per categorie e non per data di obsolescenza, assumano una forma più longeva. Inoltre cerco di rendere questi contenuti più chiari e reperibili possibile, perchè so che gli utenti sono sovrastimolati e quindi, giustamente, pigri. Inoltre, quando si fidelizzano a un certo autore, possono muoversi come branchi privi di pensiero, e quello che dovrebbe essere un giudizio imparziale diventa voto di fedeltà al capo-tribù (con conseguenti faide tra capi tribù a colpi di mipiace). Insomma, internet è un po’ una terra di nessuno 😉

      1. Conclusione interessante; un bello spunto “sociale”, sicuramente affrontato da mille guru, ma fa sempre bene ripensarci.
        Sul progetto : in bocca al lupissimo perché non è facile… O perlomeno non lo è stato per me: esempio? Ho notato che, nonostante tutto, non si riesce neanche a regalarli i libri… vada per quelli cartacei dove c’è l’ingombro psicologico dello spedire (e quindi del dire dove si abita) ma neanche gli ebook!
        Quindi anche i “mipiace” che profondità hanno?

      2. Per fortuna ancora ricordo un po’ di HTML, o dovrei assoldare qualcuno e al momento le mie tasche languono 😛

        Non ho mai provato a spedire i miei scritti a completi estranei, perchè sono stata a lungo afflitta da un riserbo patologico – ma ci proverò in futuro. Se un aspirante scrittore mi chiede di visionare il suo pdf in genere dico di sì, perchè segretamente sogno di scoprire il prossimo Nabokov. I mi piace sono sempre tutti ben accetti per me, e ne sono sempre grata, perchè credo che tutti siano sinceri, ma se provengono da una persona che conosci e che stimi, e che sai non ti loderebbe mai a caso… 🙂

      3. Se lo stroncherai completamente, maledicendomi e facendo una bambola woodoo per punirmi, sarà quel che avrò meritato ma: è esattamente quello che chiedo dai lettori e cioè la cruda verità!

      4. Buona scelta 🙂 in fondo senza questo ingrediente non si va da nessuna parte come scrittori. Esiste un sistema di messaggistica privata su wordpress? Non vorrei mettere qui la mia mail. (Avviso però che leggerò quando potrò e se non mi prenderà lo lascerò lì, come faccio di solito con i libri comprati).

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