Scrittologia: sconfiggere il blocco dello scrittore con lo slow writing

Molti dicono, per risolvere il problema, che il blocco dello scrittore non esiste.
Poichè questa strategia colpevolizzante, su di me, non ha mai funzionato, voglio dirlo ad alta voce: esiste.

Progettare è consigliato, ma non si può mai progettare tutto. Se una storia vive di vita propria ti condurrà spesso in luoghi e realtà che non conoscevi – che non sapevi di conoscere. I motivi che causano il blocco creativo possono essere tanti; nel mio caso sono problemi di perfezionismo, di autostima. Il terrore di sbagliare che porta a non agire affatto – un problema frequente. In genere supero questo scoglio quando prendo in mano un pezzo di carta, e comincio a scrivere con una penna.

Il documento di word è un ambiente di scrittura spietato. Pensateci. Per cominciare, è praticamente impossibile non rileggere quanto si è appena scritto. La rilettura immediata è la nostra prima tentazione, il nostro nemico della porta accanto, che strozza l’entusiasmo di ogni prima scrittura, e ci pone di fronte la normale, eppure terribile imperfezione con cui cerchiamo di trasporre in parole il nostro mondo interiore. Però i caratteri del pc sono lì, davanti al nostro naso, ancora più immediati della nostra stessa calligrafia – sposti un attimo lo sguardo e tac, ormai hai letto, hai letto per distrazione.

I caratteri scorrono uno dietro l’altro con una grande velocità, scorrono a fiumi. Basta un click per cancellare intere pagine. Colore, grassetto, corsivo, righelli, numeri a piè pagina. Possiamo fare tutto quello che ci viene in mente con un documento di word. Ci ispira, ci costringe silenziosamente a uno stato di onnipotenza. Onnipotenza su cosa? Sulla nostra materia narrativa. Il conto delle parole in fondo a sinistra scorre come quello dei chilometri, le dita volano sulla tastiera, e senza accorgercene stiamo combattendo una gara di velocità con noi stessi, una lotta contro lo spazio bianco che sta lì sotto, un temibile oceano vuoto da coprire, coprire a tutti i costi. E se non ci riusciamo, la colpa non può affatto essere di questo stupefacente mezzo, che libera in ogni direzione la nostra energia creativa – sicuramente siamo noi gli incompetenti, privi di estro, prosciugati, privi di talento – no?

L’onnipotenza sulla materia narrativa è un’illusione. Siamo sempre in conflitto con le nostre storie, sempre. Non esiste scrittura senza lotta. La virtualità è comoda, ma ha un terribile effetto collaterale: illuderci che il successo debba avvenire gratis (illusione pandemica del nostro tempo). Illudere “noi” chi? Tutti quelli che, come me, non dispongono di un ego abbastanza fanciullesco, solido o coatto per cavalcare adeguatamente il senso di onnipotenza che il mezzo virtuale ci propone/impone. Ma voglio rassicurare me stessa, e tutti quelli che si rispecchiano in questo profilo: scrivere facilmente non vuol dire scrivere bene. L’autocritica è indispensabile allo scrittore serio, tanto quanto la sbrigliata gioia del creare. Quindi, se volete allontanare l’incontentabile professore che vi portate dentro, e appagare finalmente il bambino che è in voi, provate a prendere un pezzo di carta, e scrivere con una penna.

Annunci

8 pensieri su “Scrittologia: sconfiggere il blocco dello scrittore con lo slow writing

  1. Per me il blocco dello scrittore è come la fatica che si percepisce facendo jogging: una cosa che si elimina con l’allenamento e l’abitudine mentale a non curarsene. Invece è molto interessante il tuo ultimo pensiero, che condivido in toto; già da un po’ stavo pensando di farne un post, ma ho sempre desistito. Invece adesso non è detto che non lo faccia…

    1. Purtroppo faccio jogging raramente, per problemi di asma 😛 ma, le rare volte che mi è capitato, ho sentito anch’io uno sforzo molto simile a quello della scrittura (che, come lo sport, necessita di metodo e costanza – due cose che ho enorme urgenza di sviluppare, ma finora non ho mai conquistato, sempre per problemi di autstima suppongo). Non c’è complimento migliore che sentirsi dire “mi è venuta voglia di scriverci su…” quindi che dire, aspetto il tuo post!

  2. Ho iniziato a scrivere il mio blog sperando di perfezionare un po’ il mio stile di scrittura che lascia decisamente a desiderare. Mi sento scomoda quando apro word, preferisco la penna anche io. E sai cosa succede? Che dopo un po’ che fa male la mano mi dico, ma… avrò scritto un testo con una lunghezza adeguata alle mie esigenze? E tutte le volte la bassa autostima e la paura si “raccontare poco” si trasformano in blocco. Spero di riuscire a continuare. Intanto ti seguo; tu sì che scrivi da dio!

    1. Prima di tutto grazie del complimento 😊
      Uno dei miti della nostra epoca è che scrivere bene sia scrivere tanto, ma basta frugare tra i classici per accorgersi che non è così. Da un lato è vero che ogni opera ha il suo respiro, e se qualcosa è nato per essere breve annacquarlo lo peggiora e basta. Dall’altro bisogna esercitarsi tanto per migliorare, e aprire un blog è un’ ottimo esercizio 😏

  3. La scrittura non è il nemico, noi lo siamo. Il blocco dello scrittore esiste solo in funzione dei nostri blocchi personali. Per superare il “blocco dello scrittore” basta avere l’ombra di un’idea e smettere di pensare che la perfezione esista. Vorrei dare un’occhiata alle prime bozze di Stephen King (sì, sempre lui…) per vedere come sono…

    Il foglio bianco è una distesa di nulla. Potrebbe somigliare a una coltre nevosa? Bene. Adesso aggiungiamoci una scogliera e un’oceano nordico che si abbatte ciclicamente sul pinnacolo roccioso. Dei gabbiani volano statici sopra di esso e di tanto in tanto si lanciano in picchiata emettendo il loro verso. A distanza riesci a vedere una nave? Sta passando proprio in questo momento. È così lontana da non riuscire a scorgere la bandiera battente, ma in qualche modo il vento trasporta fino a noi la sua sirena. Sembra quasi che ci stia salutando. Dai, alza la mano anche tu e ricambia. Mentre sventoli la mano, una voce alle tue spalle ti chiama. Tua madre? Un’amica? Non saprei dirlo, ma ti chiama. C’è una cioccolata calda ad attendere il tuo rientro. Intanto qui nevica, ma la distesa bianca non è più tanto bianca. Adesso c’è vita a riempirla di colori.

  4. Direi che l’hai superato il blocco. Ma leggendo questo post, mi son venute un po’ di domande che ti vorrei fare, rispondi pure quando e se hai voglia e tempo.
    Mai provato a scrivere imponendoti di non correggere? A quel punto è come scrivere con la penna stilografica sulla carta.
    Hai mai provato a scrivere come se i lettori le pagine già finite, le avessero già in mano? Se hai scritto una cosa non puoi strapparle di mano, ne devi tener conto in quello che scriverai dopo.

    E… buona domenica

    1. Grazie, anche a te!
      Diciamo che sono riuscita a sconfiggerlo per questa volta, e terminare la prima stesura 🙂 ma non è detto che non lo incontrerò di nuovo. Scrivere a mano mi serve proprio anche per non rileggere: se scrivo al pc, mi viene subito l’istinto di alzare lo sguardo sulle righe che ho appena battuto, ma con il mio corsivo ottocentesco è difficile rileggere a colpo d’occhio.
      Pensare che da qualche parte stiano già leggendo quello che ho appena scritto, non l’ho mai fatto. Ad essere sinceri l’idea mi fa ancora più ansia XD

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...