Nerdology: Kira, rifiutare il Vuoto.

Una volta credevo, come il 99% della popolazione mondiale interessata, che i “cartoni animati giapponesi” e tutto quello che gli girava intorno fossero un prodotto dai giapponesi, per i giapponesi, e solo casualmente scivolato fuori dai confini come una tanica di rifiuti radiattivi. Poi un giorno andai a qualche conferenza universitaria, e scoprii il termine travelling culture. Ebbene sì, qualcuno si era accorto che la cosiddetta cultura otaku aveva da tempo preso il volo e si era trasformata in un fenomeno globale non solo per la ricezione, ma anche per i contributi e le varie ibridazioni locali.

Ed io, che sono la vostra manga-researcher de noialtri, penso che la cultura otaku sia nata come ibrido tra il Giappone e un Occidente immaginato, sognato, temuto, disprezzato, in un intrico di poteri e conoscenza/ignoranza reciproca difficilissimo da sbrogliare e che, quindi, dispone già di studi sociologici dedicati. Al momento voglio solo evidenziare che Light, il protagonista di Death Note, è uno dei tantissimi baluardi di questo indefinito Occidente, descritto e giudicato da un punto di vista però molto giapponese: Light è un eroe idealista, geniale, anticonformista, ma anche un tiranno alienato, dissennato ed egocentrico, maschera di alcune tra le figure più alte della nostra (gloriosa, e spesso dimenticata dai fan del genere) cultura occidentale. Buona visione coracao5ub

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