Scrittologia: il ruolo dell’ambientazione

Scrivere è un po’ sempre creare altri mondi. Ma certi scrittori più di altri si intignano nella costruzione dettagliata, organica, strutturata di interi mondi immaginari. C’è chi fa pittura zen, e c’è chi costruisce il modellino del fosso di Helm con i lego in scala. Io appartengo (anche) alla seconda categoria.
Qualsiasi cosa appaia in una storia deve avere un senso, contribuire alla costruzione del suo significato; compresa l’ambientazione.

Nel campo del fantastico l’ambientazione immaginaria che va per la maggiore è quella di derivazione tolkeniana. Quella che ho mazziato nello scorso post, per capirci.

Tolkien e il suo tempo. Anche se vive gran parte della sua vita nel ‘900, con il Signore degli Anelli produce forse l’ultimo romanzo ottocentesco. In quest’opera confluiscono tantissime correnti: le sue conoscenze di filologia e glottologia gli hanno permesso di ricreare con così tanto realismo il suo marchio di fabbrica, ovvero i linguaggi immaginari; nella mitologia da lui creata si fondono la sua passione per i miti norreni e la sua sincera fede cristiana; dimostra di essere un erede del romanticismo ricorrendo al medioevo e alla magia, e dando così tanta importanza allo spirito dei diversi popoli che abitano la Terra di Mezzo, a cui aggiungerei l’idea di “razza” così tanto fiorente nell’Inghilterra vittoriana e coloniale nelle cui ceneri egli è nato e cresciuto; infine, con le vicende del Silmarillion e la Guerra dell’Anello egli rielabora e cerca un senso alla propria tragica esperienza come soldato nella prima guerra Mondiale, e a quella di suo figlio nella seconda; per non parlare poi di tutte le interpretazioni critiche a cui egli era avverso, come l’accostamento tra l’Anello e l’energia atomica (ma in fondo un’opera è tale quando diventa indipendente dal proprio autore, no?) In sintesi: l’universo di Tolkien è indispensabile nelle sue storie, perchè è la geografia interiore di un’esistenza.

Nuove strade. Credo che Tolkien si sia meritato il suo successo. Ma il tempo passa, il “secolo breve” è finito, e il mondo che vediamo oggi è molto diverso. Per questo sento che anche i nostri mondi immaginari debbano cambiare volto, parlare la lingua che parlano i nostri tempi, così come lui aveva fatto un secolo fa. Dobbiamo cercare nuove metafore, nuove ispirazioni per dare voce al nostro mondo (esteriore e interiore).
Volete parlare di guerra? Bene. Che ruolo ha la guerra nelle nostre vite? Per la grande maggioranza degli abitanti del primo mondo, rimane un temporale di sottofondo, che raggiunge la nostra quotidianità solo sotto forma di notizie alla televisione, o di emigrati dagli occhi remoti di cui non sappiamo nulla. E poi ci sono i politici che ne parlano, e l’amico del cugino che tramite esercito o ONG, uno dei pochi eletti (o dei pochi dannati?), è andato laggiù.
Volete parlare di magia? Bene. Che cos’è che fa “le magie” nella nostra epoca? I mass media? Le cartomanti da canale satellitare che si cibano delle paure dei superstiziosi? O forse qualcosa di più subdolo, quel prodotto in profumeria o nello showroom che non ci promette la mera efficienza, ma ci promette una vita intera?
Volete parlare di Bene e Male con le maiuscole? Perchè no, non dovrebbero esistere tabù nella scrittura. Ma dimenticatevi di tutto ciò che avete letto finora e chiedetevi: quali sono i mali del mondo in cui vivo? L’indifferenza, l’alienazione, l'”Ospite Inquietante” di Nietzsche? L’incapacità di comunicare? L’inafferrabilità dei poteri che governano le nostre vite? Il fatto che la guerra (di cui sopra) sia “tutta fuori” e noi, “tutti dentro”? La necessità corrosiva di essere sempre belli, sempre entusiasti, sempre giovani?

Scavare nelle anse più prosaiche della nostra vita può dare risultati sorprendenti, perchè ci darà materiale di prima mano, che pulsa di vita. Anche l’impiegato delle Poste con cui avete litigato può essere traslato nel minion di un Signore Oscuro di tutto rispetto. Non importa quello che vi capita, ma quello che ci vedete dentro. Non sottovalutate il potere delle metafore. Andate a briglia sciolta.
Qualsiasi strada decidiate di prendere, lasciate che attraverso i vostri mondi immaginari parli il vostro mondo reale, quello che vi scuote i sensi quando vi alzate la mattina tumblr_inline_mojkazFDGz1qz4rgp (2)

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